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Cronaca Surbo

“Mobbing a un tecnico di Trenitalia troppo scrupoloso”: in tre a processo

Per l’accusa, le vessazioni iniziate nel 2012 avrebbero provocato al dipendente una lunga malattia, in seguito alla quale fu licenziato nel 2017. Al vaglio dei giudici reati molto pesanti: violenza privata, estorsione e lesioni

SURBO - “Scartava” alcune carrozze dei treni perché riteneva non fossero conformi alle norme di sicurezza e ai parametri richiesti da Trenitalia per poter viaggiare. Ma tanta scrupolosità e rigore gli sarebbero costati cari: i suoi superiori l’avrebbero vessato, cercato di costringere a modificare le valutazioni sui mezzi, arrivando a demansionarlo e a provocargli così una forte depressione.

Su questo verterà il processo nei riguardi di: Fabio Carli , 45enne di Napoli, responsabile dell’Impianto Manutenzione Corrente dell’azienda per Bari e Lecce; Giovanni Leo,  64enne di Gioia del Colle (a Bari), responsabile della Divisione Passeggeri Nazionale Internazionale – Esercizio Freccia Bianca, dell’impianto Manutenzione per Bari; Adriano Scapati, 52enne di Taranto, dirigente titolare dello stesso Impianto per Lecce, nell’ambito dell’Esercizio Freccia Bianca, successivamente Esercizio Intercity e Produzione Intercity.

A disporre i rinvio a giudizio per violenza privata,  estorsione aggravata e lesioni è stata nei giorni scorsi la giudice Alessandra Sermarini, su sollecitazione del pubblico ministero Massimiliano Carducci, titolare dell’inchiesta partita dalle numerose denunce sporte dal tecnico addetto alle verifiche.

La prima udienza si terrà il 3 maggio davanti ai giudici della prima sezione penale del tribunale di Lecce e l’uomo, un 67enne di Andrano, parte civile con l’avvocato Vincenzo Perrone, porterà in aula alcune registrazioni che proverebbero il suo racconto, e presenterà il conto a chi gli avrebbe fatto patire tante ingiuste sofferenze.

Stando alle indagini, il dipendente avrebbe iniziato a subire pressioni sin dal 2012, quando il suo parere sulle carrozze sarebbe stato puntualmente “smentito” da altri colleghi  compiacenti. Le cose sarebbero degenerate ulteriormente due anni dopo: gli fu comminata la sanzione disciplinare della decurtazione dello stipendio; sarebbe stato intimorito al telefono e imposto a un altro verificatore l’immissione di una carrozza ritenuta da lui inadeguata; avrebbe ricevuto rimproveri verbali e per e-mail finalizzati a non esprimere un parere negativo su un’altra carrozza.

L’apice sarebbe stato toccato nel 2016. Scapati, venuto a conoscenza da Carli del procedimento penale avviato in seguito alla denuncia sporta nei loro riguardi dal malcapitato, avrebbe affermato frasi di questo tipo: “Siamo un azienda grossa, abbiamo avvocati… mettiamo in vista tutta la potenza di fuoco, annienteremo alcune situazioni”, “appena sappiamo chi è il giudice tenutario di questa cosa”…, lasciando intendere che di lì a poco sarebbero intervenute ritorsioni nei suoi confronti. E, in effetti, stando sempre alla ricostruzione degli inquirenti, è quanto si sarebbe verificato in due successivi episodi: il 16 febbraio, con lo spostamento di mansioni (fu escluso dalla lista dei verificatori e gli fu assegnato il ruolo di controllore degli addetti alle pulizie) e il 4 marzo, con due sanzioni disciplinari della sospensione dal lavoro, senza retribuzione, per cinque giorni.  A questo, si aggiunge anche la vicenda del 26 marzo di quello stesso anno, quando gli sarebbe stato modificato l’orario di lavoro, senza gli venisse data la possibilità di coprire i giorni festivi, le domeniche e i turni notturni e quindi beneficiare di un corrispettivo aumento della retribuzione, in seguito al sequestro della vettura di un treno da parte della polizia ferroviaria del capoluogo salentino, impiegato per la tratta Venezia-Lecce, oggetto di alcuni  accertamenti tecnici.

Il finale sarebbe arrivato il 25 luglio del 2017 con la lettera di licenziamento. Proprio in ragione del malessere psicologico vissuto dal querelante che il magistrato aveva chiesto il rinvio a giudizio anche per il reato di lesioni.

L’istanza, come detto è stata accolta dalla giudice, ma adesso ogni singola accusa dovrà essere accuratamente vagliata nel dibattimento, durante il quale gli imputati avranno modo di difendersi attraverso l’avvocato Vincenzo Vozza del foro di Taranto.

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