Cronaca

Moglie e figli picchiati in casa per nove anni: finisce a processo un 44enne

Si aprirà il 26 giugno il caso riguardante un uomo originario di Tricase che avrebbe creato un clima di terrore in famiglia

LECCE - Nove anni di maltrattamenti e abusi subiti tra le mura domestiche da una donna e dai suoi tre figli (ancora minorenni). Che dormivano insieme con la luce accesa per farsi scudo di quell’uomo, un marito e padre despota, che non avrebbe esitato a picchiarli e a minacciarli di morte. Una spirale di soprusi durati nove lunghi anni avrebbe risucchiato una famiglia al punto che la madre avrebbe visto nel suicidio l’unica chiave d’accesso per la libertà.

Ma, per fortuna, il tentativo della malcapitata di farla finita ingerendo psicofarmaci è fallito e la libertà è arrivata , un mese fa, con l’arresto di quel marito prevaricatore e violento,  così come racconta l’inchiesta affidata al pubblico ministero Maria Rosaria Micucci. Il magistrato ha ottenuto dal giudice Giovanni Gallo il decreto di giudizio immediato di G.P., queste le iniziali dell’imputato, un 44enne originario di Tricase, che a partire dal  26 giugno (assistito dall’avvocato Tony Indino) dovrà difendersi dalle accuse di maltrattamenti in famiglia, lesioni e violazione degli obblighi di assistenza familiare. Il processo si aprirà davanti al giudice della seconda sezione penale Fabrizio Malagnino, ma non è escluso che il 44enne faccia richiesta di un rito alternativo (entro 15 giorni). In aula, ci sarà anche la presunta vittima con l’avvocato Anna Laura Remigi.

Stando alle indagini, l’uomo (oggi ai domiciliari) non solo non si sarebbe preso cura dei suoi cari, dilapidando i beni familiari con giochi e scommesse, ma in casa avrebbe creato un clima di angoscia e terrore, fatto di insulti, umiliazioni, ma anche di violenza fisica. Avrebbe picchiato moglie e figli, in alcune circostanze in preda all’effetto di sostanze stupefacenti. La moglie sarebbe stata percossa anche con bottiglie di vetro, oltre che con calci e pugni. A questo si aggiungono le minacce di morte, come quella di dare fuoco all’abitazione. Queste le accuse contenute nel decreto firmato dal giudice Gallo che il 44enne potrà respingere durante il processo.

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