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Mercoledì, 28 Febbraio 2024
Cronaca

Molestie in auto su una bambina, professore condannato a due anni

Emessa la sentenza nel processo che vedeva al banco degli imputati un 49enne di Novoli, docente in un Liceo a Lecce. Per l'accusa, il 5 aprile del 2021, abusò della figlia di una coppia di amici

LECCE - E’ arrivato il verdetto nella vicenda giudiziaria che vedeva sott’accusa per violenza sessuale un 49enne di Novoli, professore in un liceo a Lecce, nei riguardi della figlia minorenne di una coppia d’amici, ed è stato di colpevolezza.

La condanna inflitta ieri all’imputato è stata di due anni di reclusione, col beneficio della pena sospesa, più il risarcimento del danno in separata sede ai genitori della presunta vittima, all’epoca dei fatti di 11 anni, rappresentati dagli avvocati Marco Caiaffa e Andrea Trevisi.  
Stando all’inchiesta, di cui era titolare la sostituta procuratrice Simona Rizzo, il 5 aprile del 2021, nel giorno di Pasquetta, l’uomo propose al padre della minore di provare la vettura che aveva acquistato da qualche giorno; lasciò dunque che a guidare fosse lui e si posizionò affianco alla piccola sui sedili posteriori del mezzo, allungando, secondo l’accusa, le mani sulle sue zone intime.
La bambina, al rientro a casa, riferì tutto alla madre e questa col marito incontrarono l’amico per avere dei chiarimenti, ma l’incontro non sciolse i dubbi e fu così sporta querela ai carabinieri.
Durante le indagini, la malcapitata confermò gli addebiti in sede di incidente probatorio nel tribunale per i minorenni e fu sottoposta a varie perizie, risultando attendibile. In considerazione, di un malfunzionamento del sistema audio, durante il suo ascolto, la difesa dell’imputato chiese, in via preliminare, un nuovo incidente probatorio. Ma questa possibilità gli fu negata dalla giudice Cinzia Vergine che all’esito dell’udienza preliminare mandò a processo il 49enne.
Questo, assistito dall’avvocato Francesco Tobia Caputo, valuterà il ricorso in appello non appena saranno depositate le motivazioni della sentenza emessa dal collegio della prima sezione penale del tribunale di Lecce, presieduto dal giudice Fabrizio Malagnino che ha riconosciuto anche l'interdizione perpetua dai pubblici uffici attinanti la tutela e la curatela e l'amministrazione di sostegno e da qualsiasi incarico nelle scuole di ogni ordine e grado.

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