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Molestata a dieci anni e minacciata: “Se parli, ammazzo i tuoi”. Imputato lo zio

Sarà giudicato il 16 febbraio con il rito abbreviato, un 41enne accusato di aver abusato sessualmente della nipotina, in più circostanze, anche mentre dormiva, fino al settembre del 2017

UGGIANO - Un nuovo caso di abusi tra le mura domestiche stavolta arriva da Uggiano La Chiesa. E’ qui che un uomo di 41 anni avrebbe molestato in più circostanze la nipote da quando aveva dieci anni: l’avrebbe costretta ad avere rapporti sessuali e avrebbe cercato di garantirsi il suo silenzio sotto la minaccia che altrimenti avrebbe ammazzato i genitori.

E’ questa la vicenda sulla quale dovrà decidere il giudice per l’udienza preliminare (gup) Giulia Proto che in mattinata ha accolto la richiesta di giudizio abbreviato avanzata dall’imputato attraverso l’avvocato difensore Alessandra Bleve.

In aula, per la discussione, si tornerà il 16 febbraio, e come parti civili ci saranno anche i familiari della presunta vittima, rappresentati dall’avvocato  Claudio Mangia.

Stando all’accusa, l’incubo per la giovane sarebbe durato fino al settembre del 2017, quando dopo aver subito in più occasioni le “attenzioni” morbose dello zio, iniziò a ribellarsi.

Tutto sarebbe iniziato quando aveva solo dieci anni, il familiare l’avrebbe condotta in casa sua, e dopo averla denudata l’avrebbe costretta a compiere e a subire atti sessuali; in un’altra circostanza, avrebbe approfittato di lei mentre dormiva, e  in un’altra situazione ancora, mentre erano in auto, l’avrebbe spogliata e baciata. Ma non finisce qui. L’inchiesta racconta anche di un altro episodio, quando avrebbe imposto alla nipote di recarsi nell’abitazione dove stava svolgendo dei lavori ricattandola: in caso di rifiuto, avrebbe riferito al padre il suo vizio di fumare.  

Sono queste le vicende che la malcapitata confidò alle compagne di classe, e che poi giunte alle orecchie del preside misero in moto la macchina della giustizia.

Il racconto dell’orrore è diventato così oggetto dell’inchiesta condotta dal pubblico ministero Carmen Ruggero con i carabinieri della stazione di Poggiardo ed è stato cristallizzato in sede di incidente probatorio svolto nei mesi scorsi dinanzi al giudice per le indagini preliminari (gip) Michele Toriello.

In merito all’attendibilità delle dichiarazioni fornite dalla ragazzina e sulla sua capacità a rendere testimonianza, si pronunciò positivamente lo psichiatra Domenico Suma, al quale fu affidata la consulenza tecnica.

Violenza sessuale e tentata violenza sessuale sono quindi i reati contestati al 41enne che oggi era presente all’udienza preliminare per discutere sulla richiesta di rinvio a giudizio avanzata dal pm.

Il processo durante il quale l’uomo potrà respingere gli addebiti, come detto, si discuterà a febbraio col rito abbreviato che, in caso di condanna, gli consentirà di beneficiare dello sconto di un terzo della pena.

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