Molestie sessuali sui nipotini: confermati 14 anni per il nonno

Si è chiuso il secondo processo nei riguardi di un 71enne accusato di aver molestato un bambino e due adolescenti. Gli episodi, durante i riposini pomeridiani o davanti alla tv

LECCE - Gli resta l’ultima possibilità, quella in Cassazione, ora che anche la Corte d’Appello di Lecce l’ha ritenuto responsabile di aver abusato di tre nipotini, confermando così la condanna a 14 anni di reclusione inflitta, lo scorso aprile, nel processo abbreviato dal giudice Sergio Tosi.

Non appena saranno depositate le motivazioni (entro novanta giorni) della sentenza emessa nella tarda serata di ieri, il 71enne, di cui omettiamo le generalità per tutelare le vittime, valuterà con gli avvocati difensori Federica Conte e Raffaele Benfatto il ricorso alla Corte suprema.

Ha retto dunque, anche nel secondo processo, l’impianto accusatorio frutto delle indagini condotte dal sostituto procuratore Maria Rosaria Micucci, avviate in seguito al racconto di una ragazzina, di cui l’anziano è zio acquisito, molestata nell’estate del 2018, quando aveva dodici anni. Il suo racconto fece crollare un muro di silenzi dietro al quale si era trincerata per vergogna un’intera famiglia, perché stando agli accertamenti della magistratura, l’uomo avrebbe abusato nel tempo di diversi parenti.

Molti episodi però risultarono troppo datati, mentre altri che coinvolgevano i due nipoti dell’uomo, un maschietto, all’epoca dei fatti di cinque anni, e la sorellina di 13, avvenuti tra il 2005 e il 2010, rispetto ai quali il reato non era ancora andato in prescrizione, fu possibile procedere d’ufficio. Secondo l’accusa, il 71enne avrebbe approfittato dei due fratelli durante i riposini pomeridiani nel suo letto matrimoniale, o mentre guardavano la tv sul divano, trovando come scusa, col più piccolo, che quei gesti servivano a migliorare il suo stato di salute.

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