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Martedì, 18 Giugno 2024
Cronaca Monteroni di Lecce

“Lo stupefacente? Tutto per uso personale”. Troppa droga, il gip non gli crede

Il 40enne di Monteroni trovato con 274 piante di canapa, 1 chilo di marijuana già essiccata e 100 grammi di cocaina, ha spiegato di essere forte consumatore dopo un grave incidente stradale

LECCE – Ha spiegato che tutto lo stupefacente trovato fra masseria e appezzamenti di terreno a lui riconducibili fosse per esclusivo uso personale. E ha fornito anche una motivazione specifica: dopo un grave incidente stradale in cui, una quindicina di anni addietro, perse il braccio sinistro, avrebbe iniziato consumare ingenti quantitativi di marijuana e cocaina, vuoi per lenire il dolore, vuoi perché la situazione aveva provocato un notevole impatto psicologico sulla sua vita.

Non è tutto. Ha specificato anche di non aver alcun bisogno di spacciare droga per vivere. Fra la sua attività di noleggio di barche e l’affitto di alcuni immobili, infatti, godrebbe di un reddito più che soddisfacente.  

Questa la tesi con cui Angelo Lorenzo, 40enne di Monteroni di Lecce, difeso dall’avvocato Angelo Vetrugno, ha provato a giustificare le sue azioni davanti al giudice per le indagini preliminari Marcello Rizzo, nell’udienza di convalida, dopo l’arresto eseguito nei giorni scorsi dalla squadra mobile di Lecce.

Foto droga 3-3

Nulla, però, ha scalfito la convinzione del gip, secondo cui poco più di 95 grammi di cocaina, quasi 1 chilo e 120 grammi di marijuana, 274 piante di canapa e stanze adibite alla coltivazione indoor con residui di “erba”, sarebbero davvero eccessivi da considerarsi per un uso meramente personale della sostanza. E, convalidando l’arresto con l’ipotesi di detenzione ai fini di spaccio, ha comunque disposto la scarcerazione.

L’uomo ha così potuto lasciare il penitenziario di Borgo San Nicola e tornare a casa. Tuttavia, dovrà restarvi confinato, ai domiciliari, con braccialetto elettronico. A vantaggio di Lorenzo ha giocato il fatto di non avere precedenti, ma per il gip non si può escludere il rischio di recideva, per quantitativi sequestrati e modo in cui sarebbe stato coltivato e confezionato lo stupefacente.  

Il sopralluogo della polizia s’è svolto nella mattinata del 31 maggio scorso. Gli investigatori avevano avuto il sentore che in quella tenuta, poco al di fuori dell’abitato di Monteroni, non lontano da palazzetto dello sport e velodromo, potesse esservi custodita droga in grosse quantità.

Foto droga 2-3

Una volta avuto accesso alla proprietà, gli agenti hanno notato una scala a pioli accanto a uno dei muri di cinta che definiscono un appezzamento. Dentro, sedici piantine di marijuana, senza infiorescenze, con tanto di sistema di irrigazione. Accanto, due locali realizzati con pannelli coibentati attrezzati per la coltivazione indoor, completi di sistema di areazione, ventilazione, irrigazione e luce con lampade alogene. E qui dentro, residui di precedenti attività. Ancora, dietro a un deposito di barche, e sempre con un muro di cinta a protezione, un’altra piantagione di marijuana, più vasta, con ulteriori 258 piantine senza infiorescenze e ben irrigate.

A quel punto, i poliziotti hanno deciso di estendere le ricerche chiedendo ausilio alla guardia di finanza, dotata di unità cinofila, e perlustrando in giro con il cane antidroga sono stati recuperati 1 chilo e 118 grammi di marijuana in varie buste e la cocaina, per poco meno di 100 grammi. Nell’appartamento dell’uomo, è stata trovata anche una macchina per confezioni sottovuoto. Sotto sequestro è finito pure altro materiale per il confezionamento.

Per il giudice, tutto ciò lascia intravedere gravi indizi di colpevolezza, visto che l’attività, così ben organizzata con sistemi di coltivazione, tutto sembrerebbe, fuorché occasionale e che quindi l’uomo stesso sia potenzialmente inserito in un giro d’affari più ampio. In conclusione, anche le dichiarazioni fiscali non sembrano aver convinto il giudice. Quelle prodotte al momento, non attesterebbero un tenere di vita tale da poter escludere l’integrazione con guadagni provenienti dallo smercio di stupefacente.

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