Cronaca Via Pola

Morto in casa, nessun delitto: stroncato da uno shock emorragico per l'ulcera

Pavel Marin, 48enne, cittadino rumeno, domiciliato a Monteroni di Lecce, è morto in pochi istanti. I segni sul volto dovuti solo alla caduta. Già nei primi istanti si era esclusa la colluttazione, ma per scrupolo era stata aperta un'indagine per omicidio a carico di ignoti

LECCE – Pavel Marin, 48enne, cittadino rumeno, domiciliato a Monteroni di Lecce, è morto in pochi istanti a causa di un grave shock emorragico. Aveva un’ulcera gastrica. Forse nemmeno n’era del tutto consapevole. L’autopsia eseguita nella camera mortuaria dell’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce questa mattina dal medico legale Alberto Tortorella, su incarico dal pm Giovanni Gagliotta, fuga ogni dubbio.

Sul caso è stato aperto un fascicolo per omicidio a carico di ignoti, destinato ovviamente a chiudersi con un’archiviazione. Era necessario procedere sia per una formalità, dovendo sottoporre a sequestro l’abitazione in cui è stato ritrovato il cadavere, sia per inviare notifiche ai prossimi congiunti e, ovviamente, anche per fare luce su qualche ombra. L’uomo è stato rinvenuto con un occhio nero e un taglio sull’arcata sopraccigliare sinistra. Ma già dopo il primo sopralluogo i carabinieri della Sezione investigazioni scientifiche avevano escluso una colluttazione, pensando piuttosto a una caduta a peso morto prima su una vetrinetta, trovata infranta, dopo per terra, come conseguenza di un malore.

Piuttosto, la vicenda si segnala per lo stato d’indigenza in cui viveva l’uomo, venuto in Italia evidentemente con buoni propositi, ma finito a vivere in un immobile di Monteroni di Lecce, in via Pola, in condizioni igieniche precarie. In casa è stato trovato un misero giaciglio, pochi averi e intorno diversi cartoni di vino per accompagnare la solitudine. Persino la porta d’ingresso denotava le condizioni critiche di vita: un’anta scardinata, chiusa con un asse di fortuna, una catena e un lucchetto.

La macabra scoperta del corpo senza vita è avvenuta la sera del 9 dicembre in modo del tutto casuale. Marin aveva un coinquilino, un uomo salentino da diverso tempo in cura presso una comunità riabilitativa psichiatrica nel basso Salento. Avendo questi dimenticato il suo cellulare, aveva chiesto al proprio tutore di recuperarlo.

Il tutore si era recato a Monteroni, imbattendosi così nel cadavere, una volta aperta la porta per recuperare il cellulare, contattando quindi i carabinieri.

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