Morto in casa: si pensa a malore, ma si procede per omicidio a carico di ignoti

Si tratta di una formalità per sequestrare l'abitazione e disporre l'autopsia. Gli inquirenti hanno sospettato subito, dai segni trovati, che Pavel Marin, 48enne rumeno, sia spirato per un malore. Il ritrovamento del cadavere è avvenuto ieri sera in maniera casuale

MONTERONI DI LECCE – Si procede per omicidio a carico di ignoti, ma più che un giallo si tratta di una storia dagli spiccati contorni di solitudine e povertà, finita in una tragedia senza colpevoli. Un malore, si sospetta, possa essere all’origine della morte di Pavel Marin, 48enne, cittadino rumeno. Un malore dovuto forse anche all’uso eccessivo di alcolici, con urto e rottura di una vetrinetta e cuore che ha smesso di battere qualche minuto dopo. Le ferite sul volto sembrano compatibili con questa tesi. E in casa sono stati trovati molti cartoni di vino.

Nessun segno di colluttazione evidente, d’altro canto, per gli inquirenti, né la sensazione che qualcuno possa essere entrato di soppiatto nell’abitazione che occupava, a Monteroni di Lecce, in via Pola, dove viveva in condizioni di particolare disagio.

La macabra scoperta del corpo senza vita (l’autopsia potrebbe stabilire quando avvenuta, oltre alla causa certa), ieri sera, in modo piuttosto casuale. Marin ha un coinquilino, un uomo salentino che però al momento si trova in cura presso una comunità riabilitativa psichiatrica nel basso Salento. Avendo questi dimenticato il suo cellulare, presumibilmente nell’abitazione di Monteroni, ha chiesto al proprio tutore di recuperarlo.

Il tutore s’è recato a Monteroni, presso l’indirizzo indicato, e per prima cosa, con il suo apparecchio, ha composto il numero per capire se in effetti il telefonino fosse all’interno. Ha sentito squillare, ma senza ricevere risposta. Era stato informato della presenza di Marin, ma ha pensato che non fosse in casa. Il coinquilino gli aveva anche spiegato come entrare, qualora non vi fosse stato nessuno. L’abitazione era chiusa semplicemente con un catenaccio avvolto a due ante. Una di queste, la più piccola, aveva il vetro rotto da diverso tempo. Al suo posto, c’era una lastra di compensato con un’apertura per infilare eventualmente una mano e girare la chiave collocata nel lucchetto, voltato verso l’interno dell’abitazione.

L’uomo ha seguito le istruzioni, è entrato e s’è imbattuto con orrore nel corpo senza vita del rumeno. Sul posto sono quindi stati chiamati a intervenire i carabinieri della stazione locale. Per i rilievi è intervenuta la scientifica da Lecce. Marin è stato trovato con una piccola ferita sulla parte laterale dell’arcata sopraccigliare sinistra, da cui ha perso qualche rivolo di sangue, e con l’occhio destro annerito. In linea teorica, non essendo un luogo particolarmente sicuro con quel sistema d’apertura, qualunque malintenzionato avrebbe potuto fare ingresso. Ma i segni rilevati finora non sembrano indicare un’intrusione.

Il taglio e la contusione potrebbero essere stati provocati da una sbandata dovuta a qualche mancamento (evidenti anche altri sintomi biologici di un classico malore), con tanto di urto contro una vetrinetta collocata nei pressi del misero giaciglio (un materasso con una coperta) e la morte sopraggiunta qualche istante dopo.  

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Il pubblico ministero Giovanni Gagliotta ha stabilito di procedere per omicidio contro ignoti, ma si tratta di una formalità per non lasciare comunque nulla d'intentato, per porre il luogo sotto sequestro, disporre l’autopsia, inviare gli avvisi ai prossimi congiunti dell’uomo. Nelle prossime ore sarà affidato l’incarico per l’esame sul corpo che dovrà fugare ogni eventuale dubbio residuo.

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