Morì alcuni giorni dopo un incidente: assolti i medici finiti a processo

Sono stati tutti assolti, per non aver commesso il fatto, i medici finiti a giudizio nell'ambito dell'inchiesta sulla morte di Cristian Zampino, 29enne leccese, deceduto il 30 settembre 2008. Il giudice monocratico della seconda sezione penale del Tribunale di Lecce ha condannato a 2 anni di reclusione il conducente dell'autovettura, Marcello Rolli, 58enne di Copertino, che si scontrò frontalmente con l'Alfa della vittima

LECCE – Sono stati tutti assolti, per non aver commesso il fatto, i medici finiti a giudizio nell'ambito dell'inchiesta sulla morte di Cristian Zampino, 29enne leccese, deceduto il 30 settembre 2008. Il giudice monocratico della seconda sezione penale del Tribunale di Lecce ha condannato a due anni di reclusione (più due anni di sospensione della patente) il conducente dell'autovettura, Marcello Rolli, 58enne di Copertino, che si scontrò frontalmente con l'Alfa Romeo 147 condotta dalla vittima. L'accusa ipotizzata nei suoi confronti è di omicidio colposo in violazione delle norme sulla circolazione stradale (la sua vettura, infatti, avrebbe invaso la carreggiata opposta e travolto quella di Zampino), con l'aggravante della guida in stato di ebbrezza (l'uomo risultò positivo all'etilometro, con un tasso alcolico pari a 1,00).

Zampino era stato trasferito nel reparto di Ortopedia dell'ospedale "Vito Fazzi" dopo aver trascorso diversi giorni in Rianimazione, in seguito ad un incidente stradale avvenuto il 17 settembre, durante il quale aveva riportato ferite piuttosto gravi. L’accusa aveva chiesto e ottenuto il rinvio a giudizio di 16 medici in servizio al "Fazzi", tra radiologi, addetti all'unità operativa di Anestesia e Rianimazione e cardiochirurghi. Nei loro confronti l'ipotesi accusatoria era di omicidio colposo "per aver cagionato, in concorso tra loro, con condotte imperite, negligenti e imprudenti e nelle rispettive qualità di specialisti, il decesso di Cristian Zampino".

Dopo essere stato coinvolto nell'incidente, il 29enne fu sottoposto a intervento chirurgico di "splenectomia e stabilizzazione di fratture multiple agli arti". Un intervento perfettamente riuscito, tanto che tutto sembrava procedere per il meglio. Quel 30 settembre di tre anni fa sembra che il 29enne avesse parlato al telefono con la fidanzata pochi minuti prima di morire, dicendole di sentirsi bene e che presto l'avrebbero dimesso. Poco dopo, però, avrebbe accusato un malore e sarebbe sopraggiunto il decesso.

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Il processo ha però evidenziato come non sia imputabile al personale medico la morte di Zampino. Gli imputati sono assistiti dagli avvocati Massimo Bellini, Giuseppe Bonsegna, Giovanni Ciccarese, Ester Memola, Fabio Valenti, Stefano Miglietta, Stefano De Francesco, Michele Macrì, Luigi Covella e Gaetano Centonze.

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