Giovedì, 5 Agosto 2021
Cronaca

Morì di tromboembolia polmonare, assolti i medici che lo tennero in cura

Cinque gli imputati, l'accusa aveva chiesto la condanna ad un anno. I sanitari del "Ferrari" erano finiti sotto inchiesta dopo la denuncia della famiglia di un uomo di Supersano. La sentenza del giudice monocratico Sergio Tosi

CASARANO – Il giudice monocratico del Tribunale di Casarano, Sergio Tosi, ha assolto i medici dell’ospedale in servizio al “Ferrari”, all’epoca dei fatti, e finiti a processo per la morte di un paziente, avvenuta il 14 luglio del 2006. Causa del decesso, una tromboembolia polmonare. Si tratta di Cesare Cavalera, 62enne di Casarano, Renato Borrelli, 54enne di Lecce, Donato Bacca, 61enne di Casarano, Antonio Metrangolo, 49enne di Tricase e Roberta Renni, 42enne di Maglie. Di omicidio colposo rispondeva anche un altro medico, Luigi Sansò, di Uggiano La Chiesa, che però, nel frattempo, è deceduto.

Non sono quindi state ravvisate responsabilità nei confronti dei professionisti, per il caso di un uomo di Supersano, Bruno Giovanni Sticchi, che si spense in ospedale ad appena 46 anni. L’indagine nacque dalla denuncia della famiglia. Il pubblico ministero aveva invocato un anno di pena per ciascun medico.

Secondo le accuse, in qualità di sanitari in servizio presso il reparto di medicina, avvicendatisi nella prestazione terapeutica, non avrebbero posto in essere un adeguato approfondimento clinico e strumentale, quali esami di eco-doppler e di emogasanalisi; in più, sempre per l’accusa, vi sarebbe stato un ritardo nella richiesta di una consulenza cardiologica e rianimatoria urgente. Il tutto, a fronte di segnali quali, fra gli altri, la gamba sinistra tumefatta e con dolori, difficoltà respiratorie, febbre persistente da una settimana, per un quadro complessivo di trombosi venosa.

Procura e collegio difensivo, composto dagli avvocati Giuseppe Corleto, Pietro Nicolardi, Vincenzo Vergine e Angelo Pallara, si erano avvalsi anche di perizie di consulenti. Le tesi della difesa hanno evidentemente convinto il giudice. Ora si resta in attesa delle motivazioni. 

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