Domenica, 19 Settembre 2021
Cronaca

Morì dopo due trasferimenti, dieci indagati in ospedale

Il pubblico ministero Maria Consolata Moschettini sta indagando sulla morte di Oronzo Centonze, 57enne di Frigole. La storia di presunta malasanità risale a Ferragosto. La denuncia della famiglia

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LECCE - Sarebbero una decina i nomi iscritti sul registro degli indagati dal Pubblico Ministero Maria Consolata Moschettini nel fascicolo aperto per la morte di Oronzo Centonze, 57enne di Frigole, avvenuta il 16 agosto scorso presso l'ospedale Vito Fazzi di Lecce. L'inchiesta ha avuto il suo incipit dopo l'esposto presentato a firma delle figlie e della moglie di Centonze, assistite dagli avvocati Elvia Belmonte e Mariangela Calò, le quali hanno raccontavato dettagliatamente tutte le presunte inefficienze ed i disagi che il 57enne avrebbe dovuto sopportare nella struttura sanitaria, e che a loro dire avrebbe concorso in maniera determinante a causarne il decesso. Ma questo saranno le indagini a stabilirlo. Per ora la Procura ha voluto vederci chiaro ed ha spedito dieci avvisi ad altrettanti soggetti coinvolti, per i quali si ipotizza il reato di omicidio colposo.

Stando a quanto riportato nella denuncia, l'odissea dell'uomo iniziò nella tarda sera del 14 agosto, quando presso una guardia medica a Centonze venne diagnosticato un blocco intestinale. Fu poi disposto l'immediato trasferimento al pronto soccorso del Vito Fazzi di Lecce, dove un'infermiera gli assegnò un codice verde. Solo alle cinque del mattino, dopo diverse attese ed una radiografia, venne confermata la diagnosi del blocco intestinale, che a detta dei medici avrebbe dovuto risolversi in un paio di giorni con dei clisteri.

Ma secondo le figlie, i medici avrebbero sottovalutato la gravità delle condizioni cliniche dell'uomo, che intanto non accennava a migliorare, e decisero così di trasferirlo al nosocomio di Campi Salentina.


Qui i sanitari avrebbero confermato la diagnosi dei colleghi leccesi, ma avrebbero manifestato anche l'esigenza di un consulto chirurgico, motivo per il quale Centonze venne riportato nel nosocomio leccese, dove spirò in una stanza del pronto soccorso accanto a diversi pazienti con problemi di alcol. Questa la versione dei familiari, che chiedono giustizia attribuendo alla malasanità la colpa della morte dell'uomo. Non si esclude che, al fine di raccogliere elementi utili per risalire alle oggettive cause del decesso, la Procura non possa disporre la riesumazione del cadavere.

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