Cronaca

Morì dopo essere stato travolto da un rimorchio, pene confermate in appello

Quattro condanne a diciotto mesi in secondo grado per gli imputati del processo relativo alla morte di Luigi Apollinare

LECCE – Confermate in appello le condanne a un anno e sei mesi di reclusione (pena sospesa) per i quattro imputati del processo relativo alla morte di Luigi Apollinare, deceduto per arresto cardiocircolatorio dopo essere stato schiacciato dalla parte posteriore di un rimorchio, il 9 dicembre del 2006. I giudici della Corte d’appello hanno confermato la condanna per Vincenzo Franco di Caprarica di Lecce, amministratore della Franco Srl; Luigi Granchi di Sassari e Luigi Caputo di Melissano, rispettivamente amministratore e dirigente della Alpes (società per cui lavorava Apollinare); e Antonio Sebaste di Trepuzzi, in qualità di direttore del cantiere. I quattro sono accusati di omicidio colposo.

Il mezzo che travolse la vittima era di proprietà della ditta Franco srl, ma era stato concesso in uso alla Alpes. A vario titolo, i quattro non avrebbero fatto in modo che Apollinare (assunto come autista, ma impiegato anche per la riparazione dei mezzi), ricevesse un’adeguata formazione professionale e che svolgesse le proprie mansioni nel rispetto della normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.

Gli imputati sono assistiti dagli avvocati Silvio Verri, Annagrazia Maraschio, Vito Epifani e Vito Melpignano. 

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