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Morì dopo un intervento alla colonna vertebrale, medico e assistente rischiano il processo

Per l’accusa, la paziente, una 70enne originaria di Lecce, fu vittima di una manovra “incongrua” eseguita il 20 giugno del 2019 nell’ospedale “Cardinale Panico” di Tricase

TRICASE - Fu ricoverata per la frattura con schiacciamento di una vertebra dorsale nel reparto di ortopedia dell’ospedale “Cardinale Panico” di Tricase ed è qui che morì all’età di 70 anni, il 20 giugno del 2019, poco dopo la fine dell’intervento neurochirurgico.

E’ questa la storia di Antonia Patarnello, originaria di Lecce, finita sulla scrivania del giudice per l’udienza preliminare (gup) Giulia Proto e che tira in ballo il medico e l’assistente che eseguirono l’operazione. Per i due uomini, la Procura ha avanzato la richiesta di rinvio a giudizio, sostenendo che durante l’operazione fu praticata una manovra “incongrua”.

In particolare, stando alle indagini, condotte dal pubblico ministero Giovanna Cannarile e avviate in seguito alla denuncia sporta dalla figlia della donna (attraverso l’avvocato Giuseppe Corleto), i professionisti avrebbero inserito il filo metallico guida di Kirschner spingendolo troppo in profondità nella vertebra, al punto da superare il confine e raggiungere - anche a causa della scarsa resistenza del tessuto osseo della paziente che era affetta da osteoporosi - e così lacerare la parete dell’arteria intercostale.

Il risultato sarebbe stato quello di una gravissima emorragia, di cui però nessuno si accorse nonostante il manifestarsi di alcuni segnali di malessere, come la tachicardia associata a ipotensione. Insomma, secondo l’accusa, non sarebbe stata eseguita una valutazione approfondita ed un più opportuno monitoraggio dei parametri vitali e così Antonia Patarnello che, quindici minuti dopo l’intervento fu trasferita nel reparto di degenza, morì in breve tempo.

L’udienza preliminare per discutere la richiesta di rinvio a giudizio è slittata al 13 maggio per consentire la citazione del responsabile civile, l’ospedale di Tricase. A difendere i due imputati ci penseranno gli avvocati Luigi Covella e Ivan Mangiullo.

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