Morì mentre lavorava in un ristorante: in tre rinviati a giudizio

Si aprirà a febbraio il processo sul drammatico incidente in cui perse la vita a 32 anni Stefano Vetrugno. Lo ha deciso il giudice Giovanni Gallo all’esito dell’udienza preliminare

CARMIANO - Un volo di cinque metri, a causa del cedimento delle colonne della balaustra che era impegnato a pulire, e nell’impatto al suolo perse la vita a 32 anni. Vittima dell’incidente, avvenuto il 18 giugno di un anno fa, nella sala ricevimenti del ristorante “Villa Marchesi”, a Novoli, fu l’operaio Stefano Vetrugno, di Carmiano, e ora in tre dovranno rispondere della sua morte.

In mattinata, il giudice Giovanni Gallo ha disposto il rinvio a giudizio di: Mario Damiano Pati, 45 anni, di Carmiano, legale rappresentante della società “ITAP” nonché datore di lavoro dell’operaio; Dario Montanaro, 43, anche questo di Carmiano, presidente del consiglio di amministrazione della Cooperativa Muratori Carpentieri Edili, e Carlo Leaci, 58enne, di Novoli, direttore dei lavori.

Il processo - scaturito dall’inchiesta condotta dal pubblico ministero Paola Guglielmi che con gli ispettori dello Spesal avrebbe riscontrato violazioni alle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro - si aprirà il 5 febbraio dinanzi al giudice Annalisa De Benedictis.

A difendere gli imputati ci penseranno gli avvocati Roberto Rella, Laura Indennitate, Luigi Covella e Giuseppe Romano. In aula ci saranno anche i familiari di Vetrugno che oggi si sono costituiti parte civile con gli avvocati Francesca Conte e Denise Berio.

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