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Cronaca Gallipoli

Appartamento vista mare, ma a scrocco: l’esasperazione di una cittadina lasciata sola

La vicenda, cominciata a settembre, a Gallipoli. Un carabiniere sospeso temporaneamente dal servizio avrebbe pagato soltanto le prime due mensilità in ritardo e peraltro presentando ricevute di bonifici false. Dopo quattro accessi con ufficiale giudiziario lui è ancora dentro

GALLIPOLI – Non è per i soldi persi. E neppure per il senso di impotenza. Ciò che la protagonista della vicenda trova sconcertante è quel sentimento di solitudine istituzionale. Di ingiustizia. Di assenza di diritti.

Tutto è cominciato nel mese di settembre scorso quando un uomo, carabiniere sospeso da alcuni anni dal servizio, ha preso in affitto un rifinito appartamento per mezzo di un’agenzia immobiliare. Non un’abitazione qualunque, ma una casa con bella vista sullo Ionio sul lungomare di Gallipoli, con un canone di locazione di 500 euro più oneri accessori. Sottolineiamo la vecchia mansione lavorativa del locatario proprio perché utilizzata ed esibita come referenza e “garanzia” dallo stesso militare.

E invece per la proprietaria i problemi sono cominciati da subito. Immediato il ritardo accumulato sin dalle prime due mensilità. Il locatario avrebbe presentato alla titolare dell’appartamento ricevute di bonifici sospettate di essere false. Tanto che sulla questione la proprietaria ha sporto denuncia. Non è dato sapere se quelle ricevute fossero false, cioè se i bonifici non siano mai esistiti o se il locatario li abbia effettuati per poi revocarli subito dopo.

Sta di fatto che, intanto, la morosità prosegue fino a quando comincia la procedura di interruzione del contratto. Assistita dalla propria avvocata, la titolare ha ottenuto l’ordinanza di sfratto e lo scorso 4 maggio ha avuto luogo il primo accesso: sull'uscio dell'appartamento della discordia si sono presentati l’ufficiale giudiziario, le forze dell’ordine e il legale di fiducia della proprietaria. Da quel 4 maggio fino alla giornata di ieri (24 giugno) si sono succeduti ben quattro accessi, tutti ravvicinati. Ma vani. Inutili. L'uomo e la moglie sono ancora domiciliati all'interno.

Nella mattinata di ieri il militare sospeso dal servizio si è fatto trovare con una ditta di traslocatori sul posto, assicurando che entro la prossima settimana consegnerà le chiavi alla cittadina. Quest’ultima - che rifacendosi a una recente inchiesta televisiva sul tema, ha definito il locatario “ladro di case” - non ne può più. Teme che neppure i prossimi giorni saranno quelli decisivi. A destare frustrazione l’eccessiva tutela nei confronti del conduttore moroso persino in un caso come questo nel quale non sono presenti minori, disabili, anziani, nè altre situazioni di potenziale pericolo. Eppure, viene consentito che alcuni cittadini abusino recidivamente della disponibilità altrui. Nell’assenza delle istituzioni.

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