Morte della 32enne migrante somala, si indaga per omicidio volontario

L'apertura del fascicolo dopo il riconoscimento della salma di Nasra da parte del marito. Nei prossimi giorni sarà eseguita l'autopsia della 32enne

LECCE – Si è trasformato in tragedia il primo drammatico viaggio della speranza del 2016. Il sogno di una vita migliore di Nasra, cittadina somala di 32 anni, si è infranto sulle scogliere tra la Marina di San Gregorio e di Felloniche, uno dei luoghi più suggestivi del Salento, a una manciata di chilometri da Leuca, capace di attirare ogni anno migliaia di turisti.

Lei, però, non ha potuto ammirare le bellezze della “terra tra i due mari” e di una luce accecante come quella delle grandi distese della sua terra. Il suo è l’ennesimo tributo pagato da chi lascia la propria casa in cerca di un futuro migliore, compiendo lunghi viaggi e pericolose traversate alla mercé dei trafficanti di esseri umani e delle loro imbarcazioni di fortuna pronte a solcare i nostri mari, incuranti dei pericoli che la velocità, il mare grosso e le cattive condizioni meteorologiche comportano per il carico di vite stipato in ogni viaggio.

I migranti sono stati avvistati poco prima dell’alba di lunedì scorso. Provati e infreddoliti dal lungo viaggio, sono stati letteralmente gettati in mare a qualche decina di metri dalla costa, come pacchi. In trentacinque sono riusciti, seppur a fatica, a raggiungere la terra ferma. Nasra, però, non ce l’ha fatta. Debilitata dal lungo viaggio, una volta in mare non è riuscita a raggiungere la riva ed è stata travolta dalle onde e spinta violentemente contro la roccia.

La vittima, con ogni probabilità, ha battuto violentemente il capo contro gli scogli, provocandosi una profonda ferita alla testa. Sarà l’indagine della magistratura, affidata al sostituto procuratore Rosaria Micucci, a far luce sulla morte del trentenne. Due giorni fa è stato il marito della vittima a riconoscere a identificare il corpo della giovane donna annegata nello sbarco di domenica notte. L’uomo, che si trovava all’estero, ha raggiunto Lecce e la camera mortuaria del “Fazzi”. Un passaggio importante sotto il profilo delle indagini, poiché dopo l’identificazione, il pubblico ministero ha provveduto all’apertura di un fascicolo per omicidio volontario a carico di ignoti. Nei prossimi giorni sarà eseguita l’autopsia sul corpo della 32enne.

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Le indagini intanto proseguono per identificare gli scafisti che hanno condotto i migranti somali sulle coste salentine, provocando la morte di Nasra, che potrebbe non essere l’unica vittima di questo ennesimo sbarco. Informazioni utili potrebbero giungere dalle dichiarazioni degli altri migranti a bordo dell’imbarcazione e da alcuni riscontri di natura tecnica.

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