Domenica, 25 Luglio 2021
Cronaca

Morte sospetta al "Fazzi" di un 59enne, nessuna risposta dall'esame autoptico

L'autopsia non ha sciolto i dubbi legati alla morte di Antonio Fasiello, il 59enne di Strudà, frazione di Vernole, deceduto l'11 luglio scorso, nel reparto di medicina generale dell'ospedale "Fazzi" di Lecce. Otto gli indagati

 

LECCE – L’autopsia non ha sciolto i dubbi legati alla morte di Antonio Fasiello, il 59enne di Strudà, frazione di Vernole, deceduto l'11 luglio scorso, nel reparto di medicina generale dell'ospedale "Vito Fazzi" di Lecce. Dall’esame autoptico, eseguito oggi pomeriggio dal medico legale Marcello Chironi, non sono emersi elementi utili a stabilire la causa del decesso. Bisohgnerà dunque attendere gli esiti degli esami istologici (eseguiti con la consulenza di un cardiologo) e del pace-maker impiantato nel corpo del 59enne, per avere un quadro più chiaro della vicenda. Sono otto i medici iscritti nel registro degli indagati dal pubblico ministero Stefania Mininni, titolare del procedimento. Un atto dovuto, dopo la denuncia presentata dai parenti, assistiti dall’avvocato Stefano Margiotta. Secondo i famigliari Fasiello non sarebbe stato curato in modo appropriato, dopo aver accusato una serie di malori.

Stando a quanto denunciato dalla famiglia, Fasiello (che abitava insieme alla sorella), nei giorni scorsi era stato condotto presso il pronto soccorso dell'ospedale di Lecce, in seguito ad un attacco. Qui, però, dopo le visite, era stato dimesso, salvo poi ripresentarsi nella serata dello stesso giorno, in preda ad un nuovo, grave, problema, ed essere così ricoverato presso il reparto di otorinolaringoiatria, da cui, in seguito, è stato trasferito in quello di medicina generale, dove di lì a poco sarebbe spirato. Al vaglio dei consulenti anche le cartelle mediche del 59enne, già acquisite su disposizione del magistrato.

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