Morte sospetta al "Fazzi" di un bimbo di quindici mesi, domani l'autopsia

Domani mattina il pubblico ministero Roberta Licci conferirà l'incarico al medico legale Roberto Vaglio e al dottor Antonio Del Vecchio. Sono sei i medici scritti nel registro degli indagati con l'ipotesi di omicidio colposo. Il bimbo poter aver contratto l'influenza suina

LECCE – Sarà eseguita domani l’autopsia sul copro del bimbo di quindici mesi deceduto mercoledì notte, dopo una settimana di coma, nel reparto di Rianimazione dell’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce. In mattinata il pubblico ministero Roberta Licci conferirà al medico legale Roberto Vaglio e al dottor Antonio Del Vecchio, direttore del reparto di Neonatologia, Nido e Unità di terapia intensiva neonatale dell'ospedale Di Venere di Carbonara di Bari, l’incarico di eseguire l’esame autoptico.

I due esperti nominati dalla Procura saranno affiancati da un consulente nominato dai legali della famiglia del bimbo, gli avvocati Sergio Signore e Giampiero Tramacere. Sono sei i medici iscritti nel registro degli indagati per omicidio colposo. Si tratta, in particolare, del personal medico che ha avuto in cura il piccolo paziente sino al ricovero nel reparto di Rianimazione. L’iscrizione è, comunque, un atto dovuto, anche e soprattutto in vista dell’esame autoptico. Gli indagati, infatti, potrebbero nominare un consulente da affiancare a quello designato dalla Procura e dalla famiglia.

Dai primi riscontri eseguiti risulterebbe che l’infante abbia contratto il virus dell'influenza AH1N1 (la cosiddetta suina), anche se saranno gli esami di laboratorio a stabilire con certezza questo dato. A dare avvio alle indagini l’esposto presentato dai genitori del bimbo, una famiglia di Castromediano (frazione di Cavallino), assistita dagli avvocati Sergio Signore e Giampiero Tramacere, a fare chiarezza. Nei giorni scorsi la polizia giudiziaria ha acquisito, su disposizione del pubblico ministero Roberta Licci, le cartelle cliniche del piccolo paziente.

Un incubo iniziato con l’anno nuovo, quando una coppia di Lecce si è accorta che il figlio di quindici mesi aveva la febbre alta che, nonostante la somministrazione di antipiretici, non scendeva. I due hanno quindi deciso di recarsi al pronto soccorso dell’ospedale “Vito Fazzi”, dove al piccolo paziente sarebbe stata riscontrata un’infezione alle tonsille e prescritta una cura farmacologica da seguire a casa. Il giorno dopo, però le condizioni del bimbo si sarebbero improvvisamente aggravate, tanto da portare a un ricovero d’urgenza.

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Nonostante le cure del caso, il quadro clinico del paziente ha continuato a peggiorare, tanto da rendere necessario il trasferimento nel reparto di Rianimazione in stato comatoso, causato da un’ischemia, da cui non si è più ripreso. Gli esami avrebbero riscontrato un’infezione polmonare che, secondo quanto denunciato nell’esposto presentato al magistrato di turno, il sostituto procuratore Roberta Licci, poteva e doveva essere diagnosticata molto prima. Ogni tentativo di rianimare il bimbo, anche attraverso farmaci di ultima generazione, si è rivelato sin qui inutile. Poi il tragico epilogo di un male che ha strappato il piccolo all’affetto dei suoi cari. 

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