Morte sospetta al "Fazzi", l'autopsia evidenzia una emorragia gastrointestinale

Dai primi riscontri emersi dall'esame autoptico il decesso non sembra essere legato alla broncoscopia cui era stata sottoposta

LECCE – E’ stata con ogni probabilità un’emorragia gastrointestinale a causare il decesso di Maria De Blasi, la donna di 39 anni di Cavallino, deceduta la mattina del 5 gennaio nell’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce. Si tratta dei primi riscontri emersi dall’autopsia eseguita dal medico legale Roberto Vaglio, alla presenza dei colleghi Vincenzo Garzya (nominato dai famigliari della vittima) e Alberto Tortorella (nominato dai medici indagati, la cui iscrizione è un atto dovuto, anche e soprattutto in vista dell’esame autoptico). Bisognerà attendere l’esito degli esami istologici per aver un quadro più preciso delle cause e delle modalità del decesso, che al momento non sembra essere legato alla broncoscopia cui la 39enne era stata sottoposta il giorno prima della morte. 

Sono cinque i medici iscritti nel registro degli indagati dal pubblico ministero Paola Guglielmi nell’ambito dell’inchiesta per stabilire le cause dalla morte. I carabinieri del nucleo di polizia giudiziaria hanno provveduto all’identificazione dei medici che hanno avuto in cura la 39enne e sottoposto a sequestro le cartelle cliniche della donna. La salma della vittima dopo l’esame autoptico è stata consegnata alla famiglia.

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A dare avvio all’inchiesta la denuncia presentato dai famigliari della donna, assistiti dall’avvocato Michele Massari, presso il posto fisso di polizia del nosocomio salentino. La donna, secondo quando emerso, era stata trattenuta in ospedale dopo essere stata sottoposta all’esame il 4 gennaio. La mattina successiva doveva tornare a casa, ma le sue condizioni si erano improvvisamente aggravate, tanto da provocare in pochissimo tempo il decesso. La famiglia della De Blasi vuole capire cosa è successo alla loro cara, e se ci sono responsabilità del personale medico.

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