Morte sospetta all’ospedale di Scorrano, quattro indagati

Aperto un fascicolo d’inchiesta sul decesso di un 35enne di Squinzano affetto da una malattia autoimmune avvenuto il 28 gennaio scorso. Nei prossimi giorni, si terrà l’autopsia

SCORRANO - Sarà un’inchiesta della magistratura a fare luce sul decesso di un 35enne di Squinzano affetto da una malattia autoimmune, il morbo di Addison, avvenuta per cause poco chiare il 28 gennaio scorso nell'ospedale “Veris delli Ponti” di Scorrano.

Responsabilità colposa per morte in ambito sanitario è il reato per il quale sono stati iscritti sul registro degli indagati il medico di base, un infermiere e due medici in servizio al pronto soccorso, in seguito alla denuncia sporta dai familiari del paziente, assistiti dall’avvocato Riccardo Leone.

Con l’esposto, la famiglia ha chiesto sia fatta chiarezza sulle ragioni di una scomparsa così inaspettata, se a causarla siano state eventuali negligenze o imperizie da parte dei camici bianchi.

In particolare, il medico di famiglia, allertato alle 12 dalla zia riguardo le gravi condizioni del ragazzo, si sarebbe recato in casa per la visita due ore dopo; l’infermiere al triage dell’ospedale avrebbe invece “alleggerito” il codice giallo, con il quale gli operatori del 118 avevano disposto il trasporto, allegando la documentazione che attestava la malattia, in codice verde.

Quanto ai due medici, avrebbero visitato il paziente tre ore dopo l’arrivo nella struttura e bisognerà accertare se i trattamenti sanitari adottati furono idonei e tempestivi per scongiurare il decesso avvenuto per arresto cardio-circolatorio.

Le prime risposte arriveranno con gli accertamenti che inizieranno venerdì, quando il sostituto procuratore Maria Consolata Moschettini (titolare del fascicolo) conferirà (in sede di incidente probatorio) l’incarico per lo svolgimento dell’autopsia al medico legale Alberto Tortorella e all’anestetista e rianimatore Salvatore Silvio Colonna.

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In questa circostanza, gli indagati potranno nominare consulenti di parte attraverso i difensori (gli avvocati Dario Paiano, Fabio Ruberto, Maria Ada Bono, Cosimo Perrone e Marcella Perrone).

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