Cronaca

Morte sospetta di una 29enne, l'autopsia: nessun caso di meningite ma infezione

E’ stata una grave infezione da Pneumococco e non una forma di meningite a causare il decesso della ragazza leccese di appena 29 anni, madre di una figlia di sette, avvenuto nei giorni scorsi. E’ quanto emerso in via preliminare dagli esami documentali e dall’autopsia eseguita nelle scorse ore

LECCE – E’ stata una grave infezione da Pneumococco (un batterio gram-positivo appartenente al genere Streptococcus, il principale responsabile della polmonite negli adulti) e non una forma di meningite a causare il decesso della ragazza leccese di appena 29 anni, madre di una figlia di sette, avvenuto nei giorni scorsi. E’ quanto emerso in via preliminare dagli esami documentali e dall’autopsia eseguita nelle scorse ore dal professor Stefano D’Errico. All’esame hanno partecipato anche il medico legale Vincenzo Garzya (nominato dai famigliari della 29enne) e il collega Alberto Tortorella, nominato da alcuni dei sette medici iscritti nel registro degli indagati dal pubblico ministero Stefania Mininni.

A dare avvio alle indagini l’esposto presentato dalla famiglia della giovane vittima, assistita dagli avvocati Francesco Cazzato, Francesca Conte Dario Congedo. Una famiglia distrutta dal dolore, che vuole si faccia luce su una morte tanto improvvisa quanto inaspettata. Dai primi riscontri, bisognerà ora attendere l’esito degli esami istologici e il deposito della relazione finale, non sembrano emergere responsabilità del personale medico che ha curato la paziente. E’ emerso, infatti, che la 29enne ha contratto l’infezione in un quadro clinico assai compromesso da un deficit delle difese immunitarie. L’infezione ha avuto un decorso fulminante.

La tragedia che si è consumata in poche ore, quando la giovane vittima è rincasata dopo una giornata di lavoro. Intorno alle 23 il picco di febbre che ha sfiorato i 40 gradi. Poi la notte insonne con una temperatura elevata ma costante, della quale sarebbe stato messo al corrente il medico di famiglia. All’alba la situazione è peggiorata, e le complicazioni hanno spinto i parenti della 29enne ad allertare gli operatori del 118. Accompagnata d’urgenza presso il pronto soccorso del “Vito Fazzi” dell’ospedale del capoluogo salentino, la ragazza è arrivata ormai cianotica ed è stata ricoverata in Rianimazione, su disposizione del personale medico che ha da subito fiutato la gravità del suo quadro clinico. Nel reparto, però, non ci è mai arrivata: è spirata poco dopo, dopo quel picco di febbre fulminante in un arco temporale davvero contenuto.

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