Tragedia nelle acque dello Ionio: muore un avvocato durante un’immersione

Un noto professionista del Foro di Lecce è spirato nella tarda mattinata al largo di Santa Caterina, la marina di Nardò. Si trovava in compagnia di altri sub

Foto di repertorio.

SANTA CATERINA (Nardò) - Si immerge sui fondali dello Ionio assieme a un gruppo di sub, ma dopo essersi sentito male, perde la vita. Tragedia nella tarda mattinata di oggi al largo di Santa Caterina. Luigi Messa, 58enne, noto avvocato del Foro di Lecce, originario di Monteroni di Lecce, è infatti spirato in quella che doveva essere una giornata dedicata alla sua passione, quella per il diving.

Il professionista aveva effettuato un’attività di immersione lungo il tratto tra Torre Uluzzo e Santa Caterina nei pressi del relitto “Caterina Madre”, a circa 8 miglia dalla costa.

I suoi amici, vedendolo in difficoltà, e in uno stato di incoscienza hanno allertato i soccorsi, tentando anche le prime manovre di rianimazione. Essendo sub esperti, dopo la risalita hanno posizionato il corpo della vittima sulla barca, attendendo l’arrivo della capitaneria e del personale del 118 in mare, dove il fondale è alto circa una settantina di metri. Ricevuta la segnalazione di emergenza dal comando della capitaneria di porto di Gallipoli veniva inviata sul posto una motovedetta e contestualmente allertato il 118.

Nel corso della chiamata gli amici dello sfortunato avvocato riferivano che le condizioni di salute del sub in difficoltà stavano visibilmente peggiorando. Per questo motivo veniva presa la decisione di accompagnare il malcapitato presso la banchina portuale gallipolina presso la sede della guardoa costiera, a bordo della imbarcazione di appoggio. Nel frattempo giungeva presso la sede della capitaneria l’ambulanza del 118 ed il personale medico veniva imbarcato su un gommone per accelerare i tempi del soccorso ed andare incontro al natante del centro diving.

Negli stessi istanti però giungeva presso la banchina l’unità d’appoggio con a bordo il subacqueo in gravi difficoltà. E nel frattempo la motovedetta aveva provveduto a recuperare gli altri subacquei partecipanti all’immersione. Prontamente il personale medico interveniva dando soccorso al sub in gravi condizioni a bordo dell’imbarcazione. A nulla però sono valsi i tentativi di tenerlo in vita: per lui non vi era ormai più nulla da fare. Il medico del 118 ha constatato il decesso per “sospetta malattia da decompressione”.

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La salma, su disposizione del pm di turno presso la procura della Repubblica di Lecce, è stata trasferita presso la camera mortuaria dell’ospedale “Vito Fazzi” in attesa di ulteriori accertamenti. Una prima ispezione esterna è stata eseguita dal medico legale, Alberto Tortorella. Ma nel corso delle prossime ore, potrebbe essere stabilita anche l’autopsia, per fare chiarezza sulle cause certe che hanno portato al decesso.

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