Cronaca

Morti carbonizzati, pena tre anni e maxi risarcimento

La sentenza a carico di Marco Borelli, 28enne di Campi. L'incidente fra la sua Punto e quella di una coppia di coniugi di Salice, sulla 7ter. L'auto andò subito a fuoco. Provvisionale: 650mila euro

L'auto nella quale viaggiavano i coniugi di Salice, ricoperta da un telo bianco per nascondere i corpi.

CAMPI SALENTINA - Una sentenza dai contorni forti: condanna a tre anni, patente sospesa per 18 mesi e provvisionale di 650mila euro in favore degli eredi delle vittime. Una pena persino superiore rispetto a quella invocata dal pubblico ministero onorario, Rosina Aprile, di due anni e mezzo. Il verdetto è stato emesso oggi dal giudice monocratico del Tribunale di Campi Salentina, Stefano Sernia, nei confronti di Marco Borelli, oggi 28enne.

Il giovane, residente a Campi, sarebbe responsabile della tragica scomparsa di una coppia di coniugi di Salice Salentino, Fabrizio Caretto e Alberina Maria Rodio, rispettivamente di 60 e 55 anni, lui impiegato comunale a Guagnano, lei casalinga, e per questo rispondeva di omicidio colposo. Moglie e marito morirono carbonizzati fra le lamiere della loro Fiat Punto Cabrio la sera del 30 dicembre del 2008, dopo un impatto micidiale con altri veicoli, sulla 7ter (all'incirca all'altezza della cantina sociale "Il Torchio"), non a caso strada che da sempre ha una sinistra fama, per il numero impressionante di incidenti che qui si sono verificati, spesso letali.

La dinamica fu ricostruita, non senza difficoltà, dai carabinieri della compagnia di Campi Salentina. I coniugi, a bordo della loro auto, erano in procinto di svoltare verso sinistra, per entrare nel viale dell'abitazione della cognata, quando improvvisamente sopraggiunse un'altra Fiat Punto, condotta da Borelli, che colpì il veicolo con una violenza tale, da spingerla contro una Mitsubishi Colt, condotta da un 26enne, anch'egli di Campi Salentina, come Borelli.

Un impatto a quel punto forse divenuto inevitabile, che produsse un incendio a bordo della vettura dei coniugi, rimasti incastrati in un inferno di lamiere roventi. Tanto che i vigili del fuoco stesero un pietoso drappo bianco, avvolgendo l'intera auto. Parti del motore furono trovate ad alcuni metri di distanza dall'impatto. Si calcolò che la Punto di Borelli stesse viaggiando a una velocità compresa tra i 140 e i 160 chilometri orari. La zona, di certo, era particolarmente buia, ma ciò non sembra che abbia rappresentato un'attenuante.


Gli altri due feriti, Borelli, appunto, ed il 26enne di Campi, se la cavarono con lesioni guaribili in pochi giorni, medicate presso l'ospedale locale. I familiari delle vittime, nel processo, si sono costituiti parte civile, assistiti dagli avvocati Luigi Rella, Vincenzo Carbone e Antonio Putignano. Borelli era difeso dagli avvocati Paolo Spalluto e Cosimo Miccoli.

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