Cronaca

Esemplare di airone bianco maggiore impallinato da un cacciatore: inutili le cure

L'animale, appartenente ad una specie protetta, è stato ferito a morte a Torre Rinalda, a ridosso del Parco di Rauccio. Dall'area paludosa giunge anche una buona notizia: il ritrovamento di una pianta piuttosto rara durante una delle consuete escursioni

LECCE – In ambito naturalistico, una brutta notizia che si accompagna ad una piacevole scoperta. Presso l’Osservatorio faunistico provinciale di Calimera è morto l’esemplare di airone soccorso ieri dopo essere stato impallinato da un cacciatore di frodo.

Quando l’animale è stato raccolto, a Torre Rinalda, a ridosso del Parco di Rauccio, mostrava la rottura di una zampa e di un’ala mentre la successiva autopsia ha evidenziato il danneggiamento irreversibile di organi vitali. L’airone bianco maggiore è una specie protetta, può raggiungere un’apertura alare di un metro e 70 centimetri e in Italia la sua presenza è segnalata soprattutto nel delta del Po.

Sempre dall’area paludosa arriva una notizia di segno opposto: il ritrovamento di piante di agnocasto (vitex agnus castus), inclusa nella lista delle specie vegetali a rischio di estinzione cresce. A notarla sono stati, nel corso delle consuete escursioni organizzate nel bosco dalla cooperativa Terradimezzo, la professoressa Gabriella Cappiello e il biologo Piero Maruccia. In seguito è stato il dottor Piero Medagli, del laboratorio di Botanica dell’Università del Salento, ha confermare l’attribuzione della specie”.

pianta-3-3“Il ritrovamento – ha commentato Andrea Guido,  assessore alle Politiche Ambientali del Comune di Lecce e presidente delegato del Parco di Rauccio - risulta importante poiché la presenza dell’agnocasto nella zona, fino a questo momento, era stata solo ipotizzata, considerate le condizioni ambientali idonee, ma fino ad ora non confermata. Inoltre, trattandosi di un’area protetta, si auspica che questa pianta possa vivere indisturbata e ritornare a diffondersi. La sua presenza, infine, rende il nostro bosco molto più prezioso di quanto non lo fosse prima”.

La cooperativa Terradimezzo, che opera da anni sul Parco di Rauccio e cura le attività didattiche turistiche e ricreative per conto del Comune di Lecce presso il Centro Esperenziale “Fillirea”, si ritiene pienamente soddisfatta di questo ritrovamento e auspica che la sua costante attività sul Parco possa essere ricompensata con scoperte sempre più interessanti.

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