Inchiesta filobus e tangenti, il Riesame: Buonerba potrebbe inquinare le prove

Sono state depositate le motivazioni dell'ordinanza con cui il Tribunale del Riesame ha respinto la revoca della misura cautelare emessa, lo scorso 13 dicembre, nei confronti di Massimo Buonerba, per cui rimangono le esigenze cautelari

Il Tribunale di Lecce

 

LECCE – L’ipotesi di reato nell’ambito dell’inchiesta sulle presunte “mazzette” legate al progetto del filobus, va riqualificata da concussione a corruzione. Massimo Buonerba, infatti, non avrebbe costretto l’ingegner Giordano Franceschini (il progettista del filobus) a versargli tangenti sfruttando la posizione di pubblico ufficiale, bensì tra i due ci sarebbe stato una sorta di accordo. E’ questo uno dei passaggi cruciali delle motivazioni dell’ordinanza (cirac 50 pagine depositate questa mattina) con cui il Tribunale del Riesame ha respinto la revoca della misura cautelare emessa, lo scorso 13 dicembre, nei confronti dell’ex consulente dell’allora sindaco di Lecce Adriana Poli Bortone. I giudici (presidente Silvio Piccinno, relatore Stefano Marzo, a latere Silvia Minerva), invitano poi la Procura della Repubblica a nuovi accertamenti e ulteriori indagini che vadano a scandagliare su tutto l'iter tecnico e amministrativo che ha portato alla realizzazione del progetto del filobus nel capoluogo salentino.

Riguardo alle esigenze cautelari i giudici evidenziano come a  carico di Massimo Buonerba siano ancora ipotizzabili sia il pericolo di reiterazione del reato, sia quello del possibile inquinamento probatorio. Pur non ricoprendo il ruolo di pubblico ufficiale, il professore leccese potrebbe tornare a compiere lo stesso tipo di reati sulla base dei rapporti che ha intessuto negli anni, grazie alla sua posizione, con amministratori e funzionari. La dimostrazione del rischio di inquinamento probatorio starebbe invece nel fatto che, alcuni mesi fa, dopo il sequestro in Svizzera del suo conto corrente milionario, l’indagato avrebbe cercato di dimostrare la sua innocenza, con l'aiuto di proprio dell’ingegner Franceschini (una delle figure chiave dell’inchiesta, già arrestato lo scorso 21 novembre e scarcerato dal Tribunale del Riesame), attraverso una documentazione fittizia sequestrata dagli inquirenti.

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Massimo Buonerba si trova orami da circa un mese nel carcere di Borgo San Nicola. Dopo il rigetto dell’istanza di scarcerazione e le relative motivazioni da parte del Tribunale del riesame, il legale dell’ex consulente di Palazzo Carafa, l’avvocato Sabrina Conte, dovrebbe preparare il ricorso in Cassazione. Un altro passaggio fondamentale per il futuro di un’inchiesta ancora piena di ombre e dubbi.

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