Motovedetta intercetta gommone: a bordo erano stipati 45 migranti

La guardia costiera ha rintracciato un'imbarcazione al largo del capo di Leuca. Molti i bambini a bordo. Gli scafisti li hanno portati con un'imbarcazione più grande, li hanno scaricati al largo e sono riusciti a fuggire 

Foto di repertorio.

SANTA MARIA DI LEUCA – Dopo l’ondata di ottobre, mese in cui si sono verificati ben sei sbarchi di migranti sulle coste salentine, sono ripresi i viaggi via mare. Erano oltre venti giorni che non si verificavano tentativi di raggiungere le sponde locali, ma il fenomeno ha quasi certamente subito un rallentamento significativo per via del maltempo, con le forti spire di scirocco che hanno provocato violente mareggiate.

Non un caso, allora, che con il ritorno di condizioni meteomarine più miti, all’alba di oggi una motovedetta Sar della guardia costiera della capitaneria di porto di Gallipoli abbia intercettato un gommone al largo di Santa Maria di Leuca. Partito probabilmente dalla Grecia, a bordo erano stipati in quarantacinque, provenienti luoghi inseriti nell’attuale scenario molto delicato a livello geopolitico. Iracheni e iraniani di etnia curda, turchi, uzbeki: così si sono identificati i migranti, davanti ai militari che li hanno soccorsi. Ben cinque sono interi gruppi familiari  in fuga da guerre e persecuzioni. Fra loro, molti bambini.

Gli scafisti sono riusciti a fuggire

A bordo nessuna traccia di scafisti. Le tecniche si fanno sempre più raffinate. Sembra che, in questo caso, i migranti siano stati trasportati con un’imbarcazione più grande, presumibilmente uno yacht. In prossimità della costa, a distanza di sicurezza per i trafficanti, rispetto ai pattugliamenti, sarebbe poi avvenuta la discesa su un gommone. E a quel punto, il natante più grosso avrebbe ripreso la navigazione, sfuggendo alla cattura. La ricostruzione è verosimile, considerando che, rispetto ad altre situazioni, gli stranieri non avevano abiti bagnati, né erano in condizioni precarie, ma solo infreddoliti.  

Nel porto di Leuca, individuato per l’approdo, sono poi intervenuti operatori della Croce rossa per i primi soccorsi, militari della guardia di finanza e carabinieri della stazione di Castrignano del Capo. Al pool interforze antimmigrazione istituito dalla Procura, il compito di procedere con le identificazioni e le ricostruzioni precise. Del gruppo fanno parte ventisette uomini, sei donne, undici minori, tutti accompagnati. Sono stati tutti riscaldati, assistiti  e rifocillati dal personale della Croce rossa, raggiunto dagli amministratori del Comune di Castrignano del Capo che ha fornito ulteriore supporto con biscotti e frutta.

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