Una mozione del Pd per il ripristino dei controlli in via Costa

Il consigliere comunale del Pd, Antonio Rotundo, chiede all'amministrazione comunale per la decisione di eliminare nel 2009 la centralina di piazzetta De Santis, i cui dati avevano portato, pochi mesi prima, all'emanazione di un'ordinanza antitraffico

LECCE - Sulla questione delle centraline è intervenuto con una nota il consigliere comunale di minoranza Antonio Rotundo, pronto a chiedere attraverso una mozione il ripristino della centralina che sorgeva davanti in piazzetta De Santis, a ridosso delle scuole Battisti e Costa: “Nessuno ha mai compreso le reali motivazioni dello spostamento della centralina per la misurazione della qualità dell'aria a Piazza Libertini, ma ciò che si può affermare con certezza è che tale inspiegabile decisione ha impedito da qualche anno ai leccesi di conoscere se lo smog proprio nel cuore cittadino rappresenta un rischio per la salute”.

L’esponente del Pd ricorda che furono diversi gli sforamenti registrati da quella centralina tanto che, a febbraio del 2009, su richiesta di alcuni genitori degli alunni della scuola elementare “Cesare Battisti”, il sindaco Paolo Perrone firmò un’ordinanza per vietare il transito delle auto si via Costa e altre strade limitrofe.

Pochi mesi dopo, a settembre, fu deciso d'intesa con Arpa, lo spostamento di tre delle quattro centraline, ciascuna delle quali rispondenti a una determinata tipologia di zona cittadina: se fino ad allora erano in piazzetta De Santis, viale Grassi, via Pitagora e via Garigliano (Santa Rosa), solo quest'ultima rimase operativa. Le altre tre furono riconfigurate su via Romagna, via Vecchia San Pietro in Lama e piazza Libertini. Oggi invece le centraline attive sono tre: via Garigliano, piazza Libertini e Santa Maria a Cerrate, a diversi chilometri dal perimetro urbano.

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Ma cosa si è fatto da allora per migliorare la situazione? “A Palazzo Carafa – prosegue Rotundo - hanno pensato che invece di incidere sulle cause dell'inquinamento per eliminarle o quantomeno ridurle era più semplice spostare la centralina, come  quel paziente che per eliminare la febbre rompe il termometro. Assolutamente no, come gli struzzi si è preferito mettere la testa sotto la sabbia, ma così facendo abbiamo fatto come i prestigiatori, abbiamo preso in giro i cittadini, perché in questo modo abbiamo nascosto all'opinione pubblica informazioni e dati sulla qualità dell'ambiente che i cittadini hanno il sacrosanto diritto di conoscere.

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