Domenica, 26 Settembre 2021
Cronaca

Multe alle auto dei lavoratori Comdata. I sindacati scrivono al prefetto

Slc Cgil e Fistel Cisl scrivono al prefetto: "Mille e 400 lavoratori sono in grave difficoltà e senza alternative all'uso dell'auto, si cerchi una soluzione a un problema di cui il Comune di Lecce è stato più volte informato"

LECCE – Le  organizzazioni sindacali Slc Cgil  e Fistel Cisl, esprimono seria preoccupazione per la grave situazione, venutasi a creare nella zona mercatale in cui è ubicato l'opificio aziendale di Comdata e in cui operano altre realtà commerciali, come City Moda e il supermercato Famila, per la carenza di parcheggi auto.

li stessi lavoratori del callcenter Comdata, mentre sono in servizio, non di rado hanno trovato le multe sul parabrezza delle loro auto. E, per questo motivo, i sindacati hanno chiesto l’intervento del prefetto, Claudio Palomba, mediante una lettera con cui si fa presente che, della questione, è stato più volte informato il Comune di Lecce, affinché venisse incontro alle esigenze di parcheggio, atteso che nell'azienda Comdata  operano ben mille e 400 lavoratori.

Purtroppo gli interventi del Comune, sino ad ora, affermano i due rappresentanti Salvatore Labriola e Salvatore Castrignanò, sono stati solo sanzionatori per violazioni al codice della strada, e non hanno prodotto alcun progetto alternativo, atteso che la zona è scarsamente collegata con i mezzi pubblici e che non esiste nessun collegamento con i grossi parcheggi della zona.

I sindacati tengono anche ad evidenziare che la particolarità dell'organizzazione del lavoro nel call center Comdata, subordinata alle esigenze dei clienti, porta ad una flessibilità che abbraccia una fascia oraria dalle 08.00 alle 22.30.

“Tale situazione purtroppo è stata aggravata dalla decisione unilaterale dell'azienda City Moda, di recintare con catene e lucchetti, i parcheggi adiacenti alla loro struttura, che a quanto  è dato di sapere, pare siano di loro proprietà”, si legge ancora nella lettera.

Le due organizzazioni sindacali, quindi, alla luce di quanto già successo, e preoccupate che la situazione possa degenerare in un problema di ordine pubblico, chiedono al prefetto di voler convocare un tavolo unitamente al sindaco di Lecce, Paolo Perrone, per ricercare soluzioni al problema.

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