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Cronaca

Multe e favori, sospesi altri due dipendenti. La giudice: “Violazioni sistematiche”

Disposta la misura interdittiva della durata di otto mesi per Carlo Corvino e Piervitale Frassanito, addetti all'Ufficio verbali, l’uno della polizia locale, l’altro della polizia provinciale. Rigettata la richiesta per Francesca Vallone

LECCE - Dopo la sospensione per un anno delle vigilesse Luisa Fracasso e Loredana Valletta, altri due indagati nell’ambito dell’inchiesta di multe annullate in cambio di favori, sono stati allontanati dai pubblici uffici.

Si tratta di Carlo Corvino e di Piervitale Frassanito, addetti all'Ufficio verbali, l’uno della polizia locale, l’altro della polizia provinciale.

A disporre le misure interdittive per la durata di 8 mesi è stata nelle scorse ore la giudice per le indagini preliminari del tribunale di Lecce Silvia Saracino, che ha rigettato invece la medesima richiesta avanzata dalla Procura anche per una terza indagata: Francesca Vallone, all’epoca dei fatti, in servizio all’ufficio traffico.

La decisione è stata presa all’esito degli interrogatori che si sono tenuti nel Palazzo di viale del Pietro, venerdì scorso, (di cui abbiamo dato notizia in un precedente articolo) alla presenza del pm Alessandro Prontera (titolare del fascicolo con il collega Massimilino Carducci) e degli avvocati Roberto Rella e Giuseppe Fornari (per Vallone), Luigi Corvaglia (per Frassanito) e Antonio Bolognese (per Corvino).

“Sussiste il concreto pericolo che gli indagati, continuando a svolgere le funzioni affidategli presso l’ufficio della polizia locale, possano reiterare analoghe condotte illecite, avendo ampiamente dimostrato di aver violato sistematicamente la legge penale e i doveri connessi al pubblico ufficio ricoperto”, si legge nell’ordinanza riguardo Frassanito e Corvino.

Quest’ultimo, durante l’interrogatorio, aveva prodotto il provvedimento con il quale il comandante Donato Zacheo, il 15 febbraio scorso, aveva disposto il suo trasferimento per sei mesi nel settore servizi demografici. Ma per la gip, a prescindere dal fatto che, trascorsi questi mesi sarebbe comunque ritornato alle stesse funzioni, ci sarebbe il pericolo di reiterazione del reato anche in altri settori, tenuto conto, oltretutto, della scarso ravvedimento dimostrato dallo stesso durante l’interrogatorio che non gli avrebbe consentito di spiegare in modo razionale le sue condotte.

Valutazioni completamente differenti invece hanno interessato Vallone e non solo perché dal 2019 è stata trasferita in altro servizio, come ha chiarito la stessa indagata durante il confronto di venerdì, affiancata dagli avvocati Fornari e Rella.

Secondo la giudice, su di lei, mancano elementi tangibili che facciano apparire verosimile abbia commesso illeciti, né questa sembra collegata a quello che nell’ordinanza viene descritto come un “consolidato sistema di perpetrazione di illeciti e favoritismi posto in essere dagli altri indagati”.

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