rotate-mobile
Cronaca

Multe annullate in cambio di voti, chiusa l’inchiesta: sono 43 gli indagati

Arrivano al capolinea le indagini sul presunto sodalizio che a Lecce avrebbe “neutralizzato” verbali elevati per infrazioni al codice della strada in cambio del sostegno elettorale a due politici

LECCE - Dopo l’inchiesta sulle case popolari assegnate in cambio di voti, rispetto alla quale è imminente il verdetto nel processo di primo grado, giunge al capolinea un altro procedimento che stavolta, oltre ad alcuni politici locali, chiama in causa funzionari pubblici. Il sistema di corruttela sarebbe sempre lo stesso, solo che stavolta, per ottenere utilità, soprattutto elettorali, la merce di scambio avrebbe riguardato multe e pass ztl.

E’ questo in sintesi quello che viene raccontato nell’avviso di conclusione delle indagini firmato dai sostituti procuratori Massimiliano Carducci e Alessandro Prontera, notificato nelle scorse ore a 43 indagati (uno dei quali nel frattempo deceduto, mentre per altri otto si è proceduto separatamente), in cui sono contestati a vario titolo i reati di associazione a delinquere, corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, soppressione, distruzione e/o occultamento di atti pubblici, accesso abusivo a sistemi informatici.

Le accuse e i ruoli

Le posizioni principali riguardano: Luca Pasqualini, all’epoca dei fatti assessore al traffico, mobilità e alla polizia locale di Lecce; Antonio Finamore, consigliere comunale, dal giugno del 2017 al maggio 2019, e nuovamente consigliere d’opposizione dal 9 ottobre 2020; la convivente di quest’ultimo, Luisa Fracasso, nelle vesti di sovrintendente in servizio presso l’ufficio verbali della polizia locale, la collega dell’ufficio Ricorsi Loredana Valletta, l’addetto all’ufficio Verbali Carlo Corvino; Piervitale Frassanito, maresciallo in servizio all’ufficio Verbali della polizia provinciale. A tutti è contestato il reato di associazione a delinquere.

Secondo la ricostruzione accusatoria, Pasqualini sarebbe stato capo e promotore sino al 7 settembre del 2018, quando fu arrestato proprio nell’ambito dell’inchiesta “case popolari”; avrebbe tutelato Fracasso e Valletta, in cambio del loro sostegno elettorale ottenuto mediante lo stratagemma della “neutralizzazione” dei verbali, arrivando a far rimuovere nel settembre del 2015, la commissaria divenuta “scomoda”, Luigianna Vizzi che quale responsabile dell’Ufficio verbali denunciò le condotte illecite al comandante Donato Zacheo.

Finamore e Fracasso sono indicati come organizzatori del sistema finalizzato a garantire al primo sostegni elettorali: insieme avrebbero redatto liste di elettori, tra cui persone sanzionate per violazione al codice della strada da “tutelare” attraverso l’eliminazione dei verbali oppure proponendo ricorsi in loro favore. Il primo avrebbe inoltre messo a disposizione la sede della sua agenzia di pratiche automobilistiche per gestire contravvenzioni e ricorsi di interesse del presunto sodalizio.

Non solo. La coppia avrebbe nascosto diversi verbali anche nella sua abitazione (come avrebbe appurato la guardia di finanza durante le perquisizioni svolte nel settembre del 2019) che avrebbero dovuto obbligatoriamente essere registrati nel sistema “Piemme”, ossia il sistema informatico che gestisce l’intero iter sanzionatorio.  In altri casi, Fracasso avrebbe manipolato i dati indicati nel documento per consentire il pagamento di importi inferiori a quelli reali, oppure, anche usando il profilo dell’allora responsabile dell’Ufficio, Luigia Doria, sarebbe entrata nel sistema per variare lo stato degli atti in quello della “sospensione con richiesta di archiviazione” e precludere così la notifica.  

Anche Valletta è ritenuta organizzatrice: avrebbe agito in sinergia con Fracasso, scrivono i pm, e in insanabile conflitto di interessi, si sarebbe prestata a redigere in modo occulto ricorsi che avrebbe monitorato fino alla decisione avvalendosi di contatti presso l’ufficio del giudice di pace di Lecce, in particolare del cancelliere Antonio Sepa (indagato in corcorso per aver sollecitato e ottenuto l'occultamento di una multa elevata alla convivente); col supporto di Frassanito, inoltre, avrebbe “sistemato” i verbali della polizia provinciale di suo interesse.

Quest’ultimo, così come Corvino, è considerato partecipe dell’organizzazione.

Quanto alle altre posizioni, c’è quella di Francesco D’Elia, funzionario dell’Agenzia delle Entrate, che, nell’agosto del 2019, si sarebbe “speso” per apportare correzioni, non consentite, nella procedura  di registrazione dei contratti d’affitto a canone agevolato delle stanze di un immobile intestato alla figlia di Loredana Valletta, su sollecitazione di quest’ultima, evitandole un accertamento fiscale per 5.168 euro.

Così, la sovrintendente della municipale, per ricambiare il favore, si sarebbe spesa, per “sistemare” un verbale per alta velocità compilato dalla polizia provinciale, interpellando la collega, Luisa Fracasso addetta all’ufficio verbali, che a sua volta avrebbe chiesto l’intervento di Frassanito, in servizio presso la polizia provinciale. Quest’ultimo in particolare avrebbe omesso di trasmettere l’atto all’Agenzia delle Entrate e per l’effetto di procedere all’iscrizione a ruolo, malgrado il mancato pagamento della sanzione pecuniaria. La ricompensa per lui  sarebbero stati biglietti per lo spettacolo di Enrico Brignano.

Nel lungo elenco dei beneficiari indagati, c’è anche Massimo Scanu, amministratore della società di autosoccorso stradale “Area 52 srl”, che garantendo il suo voto e quello del suo entourage a Finamore, in occasione delle amministrative dell’11 e del 25 giugno 2017 e del 26 maggio 2019, avrebbe ottenuto la neutralizzazione dei verbali per infrazione al codice della strada elevati a conducenti del parco mezzi dell’azienda.

Francesca Vallone, invece, nel ruolo di dipendente dell’ufficio traffico e mobilità avrebbe rilasciato pass ztl senza che ci fosse una istanza formale e senza una valutazione dei requisiti, ottenendo regalie in occasione del suo matrimonio, nel settembre del 2019. In particolare, uno dei beneficiari le avrebbe fornito 100 metri di moquette per allestire casa e location scelte per celebrare il matrimonio e per il ricevimento; un altro, invece, si sarebbe occupato del trasporto dei mobili.

La difesa

Queste le accuse messe nero su bianco dagli inquirenti che gli indagati potranno respingere sin da ora. Avranno, infatti, venti giorni di tempo per produrre memorie o chiedere di essere interrogati attraverso i loro legali prima che i pm decidano se mandarli o meno a processo.

Ad assisterli ci penseranno gli avvocati: Amilcare Tana, Giuseppe Corleto, Stefano De Francesco, Luigi Corvaglia, Roberto Rella, Giuseppe Fornari, Antonio Bolognese, Massimiliano Petrachi, Ladislao Massari, Antonio Degli Atti, Gianfrancesco Palmieri, Elena Papadia, Francesca Cisternino, Fabio Domenico Corvino, Andrea Bortone, Stefano Bortone, Roberto Pascariello, Maria Cristina Brindisino, Maria Agnese Imparato, Francesca Cisternino, Marco Castelluzzo, Giulio Errico, Massimo Angelo Benedetto e Caterina Licci; Piepaolo Schiattone, Vito Quarta,Luigi Piccinno, Andrea Botrugno, Giovanni Tarantino, Ivan Feola, Daniela D’Amuri, Romeo Russo, Antonella Vernazza, Dario Congedo, Tonino Litti, Mario Coppola, Ubaldo Macrì, Sabrina Conte, Marco Pezzuto, Leonardo Massari.

LeccePrima è anche su Whatsapp. Seguici sul nostro canale.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Multe annullate in cambio di voti, chiusa l’inchiesta: sono 43 gli indagati

LeccePrima è in caricamento