Domenica, 13 Giugno 2021
Cronaca

Muore a 39 anni dopo ricovero in ospedale: procura indaga per omicidio colposo

Dopo la visita al pronto soccorso del Fazzi era stato ricoverato in Cardiologia ed era in attesa di un intervento per l’impianto di un pacemaker

SAN DONATO - Si accende il faro della procura per fare luce sul decesso di Francesco Perrone, 39enne di San Donato di Lecce, morto sabato mattina durante, o forse dopo l’intervento, per l’applicazione di un pacemaker presso l’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce.

L’uomo era stato ricoverato martedì 4 maggio presso il reparto di Cardiologia dopo essere stato visitato al pronto soccorso dove era stato accompagnato dal padre perché lamentava di non sentirsi bene. Dopo cinque giorni trascorsi in ospedale i familiari, sabato in tarda mattinata, sono stati avvertiti del decesso del loro congiunto.

Eppure sembrava che la degenza del 39enne non avesse avuto conseguenze particolari, anche se prima di lasciare l’ospedale, e far ritorno a casa, avrebbe dovuto subire un intervento per l’impianto di un pacemaker. Dopo la visita al pronto soccorso infatti, Francesco Perrone aveva riferito telefonicamente ai familiari (impossibilitati ad accadere o ad andare a trovarlo a causa dei protocolli covid) di essere stato ricoverato nel reparto di Cardiologia Utic per degli accertamenti.

Sabato mattina aveva effettuato l’ultima telefonata al padre, nella quale rassicurava il genitore di stare bene, informandolo che si sarebbe dovuto però sottoporre al menzionato intervento per l’impianto del pacemaker. Poco prima delle 11 di quella stessa mattina è giunta però la drammatica telefonata alla compagna dell’uomo da parte del personale del reparto di Cardiologia, che comunicava la notizia che Francesco era purtroppo deceduto.

La procura, subito informata dalla divisione anticrimine della polizia presso l’ospedale di Lecce, ha avviato un fascicolo diFrancesco Perrone-2 indagine con ipotesi di reato di omicidio colposo, al momento nei confronti di ignoti, tramite il magistrato Rosaria Petrolo che ha altresì disposto un accertamento tecnico irripetibile per determinare le effettive cause del decesso. La salma è stata nel frattempo trattenuta a disposizione della magistratura presso l’obitorio dell’ospedale, in attesa di essere sottoposta all’autopsia. I risultati saranno a disposizione entro sessanta giorni.

I familiari della vittima si sono affidati al gruppo Giesse Risarcimento Danni, specializzato in casi di malasanità, nominando come proprio consulente tecnico il dottor Alessandro Bocchini di Brindisi, che affiancherà i consulenti della procura, Dell’Erba e Marchese.

“E’ nostra ferma volontà chiarire ed accertare cosa esattamente sia accaduto in questi ultimi cinque giorni di vita di Francesco” sottolinea Giacomo Corvino, responsabile dell’ufficio Giesse di Francavilla Fontana, “i familiari non riescono a darsi pace per una perdita tanto improvvisa e inaspettata e chiedono di ricostruire tutto quanto accaduto. Ed è quello che faremo, nella maniera assolutamente più certosina, in modo da chiarire se dal ricovero fino all’inatteso intervento chirurgico le condizioni di Francesco siano state gestite al meglio”.

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