Muore dopo un intervento al cuore, via all’inchiesta: quattro indagati

Fari della Procura puntati sul caso del decesso di un 62enne originario della Tunisia ma residente a Nardò, avvenuto lunedì scorso nel "Vito Fazzi" di Lecce. Mercoledì, il magistrato conferirà l'incarico per l'autopsia

LECCE - Sono quattro i “camici bianchi” indagati per la morte di un 62enne originario della Tunisia ma residente a Nardò, avvenuta l’8 luglio scorso in seguito a un intervento al cuore nell’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce.

Il pubblico ministero Stefania Mininni ha iscritto i nomi di quattro persone sul registro degli indagati per “responsabilità colposa per morte in ambito sanitario” come atto dovuto, per permettere alle stesse di partecipare ad atti irripetibili d’indagine come l’autopsia.

A svolgere l’esame, che servirà a chiarire le cause del decesso, ci penseranno il medico legale Roberto Vaglio e il cardiologo Giovanni Ferlan, dopo che assumeranno l’incarico durante l’udienza fissata per mercoledì e alla quale potranno partecipare sia gli indagati (attraverso l’avvocato Andrea Quacquarelli) che le persone offese (con l’avvocato Antonio Palumbo), nominando propri consulenti.

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L’inchiesta è partita dalla denuncia sporta dal nipote con il quale il 62enne conviveva e secondo la quale il congiunto aveva trascorso una notte nell’ospedale di Copertino, dove era giunto in ambulanza in seguito a un malore dovuto a problemi cardiaci. La mattina seguente era stato trasferito nel reparto di chirurgia dell’ospedale “Vito Fazzi” e sottoposto a un intervento. Tutto sembrava essere andato nel verso giusto, ma diciotto ore dopo l’operazione, lo zio avrebbe iniziato ad accusare dolori lancinanti, aveva la maschera dell’ossigeno e un colorito giallognolo ed era tornato sotto i ferri. A quanto si legge nella querela, è da quel momento che la situazione sarebbe precipitata fino alla morte.

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