Muore durante la Tac, la magistratura apre un'inchiesta. Disposta l'autopsia

Sarà la magistratura, con ogni probabilità, a fare luce sulle cause della morte di Leonardo Cassone, il 72enne originario di Campi Salentina deceduto ieri mattina nel reparto di Neuroradiologia dell'ospedale "Vito Fazzi" mentre si stava sottoponendo a una Tac

LECCE – Sarà la magistratura, con ogni probabilità, a fare luce sulle cause della morte di Leonardo Cassone, il 72enne originario di Campi Salentina deceduto ieri mattina nel reparto di Neuroradiologia dell’ospedale “Vito Fazzi” mentre si stava sottoponendo a una Tac. Una morte tanto improvvisa quanto inaspettata, che ha spinto la magistratura ad aprire un fascicolo e disporre il sequestro della cartella clinica e l'autopsia sul corpo della vittima. La salma si trova nella camera mortuaria del Fazzi, a disposizione dell’autorità giudiziaria. La stessa Asl ha aperto un’indagine interna.

L’uomo, che circa una settimana prima era stato sottoposto a intervento chirurgico, stava eseguendo una Tac con mezzo di contrasto in forma liquida. Si tratta di una sostanza che contiene dello iodio e che viene iniettato attraverso una vena dell’arto superiore (a volte a livello della piega del gomito, altre a livello della mano). Il mezzo di contrasto iniettato percorre le vene e le arterie dell’organismo per finire anche negli organi e nei tessuti. Grazie al suo contenuto di iodio (un elemento che assorbe le radiazioni) consente di evidenziare e differenziare arterie, vene, linfonodi ed impregnazioni anomale in genere (esempio le formazioni benigne o maligne). Prima dell’esame il paziente è sottoposto a un questionario clinico-anamnestico e firma il cosiddetto “consenso informato)

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A metà della somministrazione del mezzo di contrasto l’uomo ha accusato un improvviso malore, che ha portato al decesso per arresto cardiocircolatorio. Sarà ora l’esame autoptico a svelare cause e dinamiche che hanno portato alla morte del paziente.

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