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Giovedì, 18 Agosto 2022
Cronaca Matino

Muore in casa dopo l’asportazione di una cisti: indagati due medici

La Procura sta cercando di fare chiarezza sul misterioso decesso di un 53enne di Matino, avvenuto lo scorso 28 gennaio. Iscritti sul registro una cardiologa e un dermatologo. Lunedì, l’autopsia

MATINO - E’ deceduto due ore dopo l’intervento eseguito in day hospital di asportazione di una cisti dal braccio e ora sulla sua morte avvenuta all’età di 53 anni sono in corso le indagini della magistratura.

In seguito all’esposto presentato dai familiari del defunto, Alessandro De Salve, di Matino, la pubblico ministero Paola Guglielmi ha aperto un fascicolo d’inchiesta per responsabilità colposa per morte in ambito sanitario, iscrivendo come atto dovuto i due medici che ebbero in cura il paziente: la sua cardiologa e il dermatologo che, lo scorso 28 gennaio, svolse l’operazione in seguito alla quale si verificò il decesso.

In mattinata, la sostituta procuratrice ha dato incarico al medico legale Alberto Tortorella di svolgere gli accertamenti, partendo dall’autopsia, necessari a chiarire le cause della morte dell’uomo che ha lasciato moglie e tre figli. Nel corso dell’udienza, questi ultimi (assistiti dagli avvocati Maurizio My e Michele Aprile) hanno nominato come consulente di parte Ilaria De Fabrizio, mentre gli indagati (rappresentati dagli avvocati Giuseppe Serratì e Mauro Menni), il medico Roberto Vaglio.

Le operazioni inizieranno lunedì, nel cimitero di Matino, dove si trova l’uomo.

I parenti  non riescono a farsi una ragione dell’accaduto e nell’esposto hanno raccontato tutti gli eventi che hanno riguardato il congiunto, ritenuti utili a risalire alla verità, a partire dal 24 giugno del 2020, quando questo, soffrendo di alterazioni del battito cardiaco, fu sottoposto a un intervento (programmato) per l’inserimento di un dispositivo elettronico, il “loop recorder”, utile a rilevare aritmie cardiache anomale.

I querelanti precisano che in quell’occasione i medici ritennero di non inserire anche il defibrillatore.

De Salve seguiva inoltre un piano terapeutico, che prevedeva l’assunzione di un farmaco finalizzata a prevenire ictus ed embolia, che interruppe  48 ore prima di sottoporsi al piccolo intervento alla cisti, su indicazione ricevuta via whatsapp dalla cardiologa.

L’intervento durò trenta minuti, De Salve ritornò a casa, ma qui accusò un malore che non gli lasciò scampo: divenne violaceo e accusò forti fitte al torace. I suoi figli chiamarono subito il 118 e arrivò prima un’ambulanza, poi un’auto medica.  Ma per lui non ci fu nulla da fare. Il suo cuore cessò di battere. Ora starà alla magistratura cercare di risalire alle ragioni di questa scomparsa improvvisa e inaspettata.

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