Domenica, 25 Luglio 2021
Cronaca

Muore soffocata in psichiatria mangiando una banana, quattro indagati

Sono quattro i nomi iscritti nel registro degli indagati nel procedimento relativo alla morte sospetta di una donna di 53 anni originaria di Foggia avvenuta, il 23 agosto scorso, per soffocamento dopo aver ingerito un pezzo di banana mentre era ricoverata nel reparto di psichiatria dell'ospedale di Scorrano

LECCE – Sono quattro i nomi iscritti nel registro degli indagati nel procedimento relativo alla morte sospetta di una donna di 53 anni originaria di Foggia avvenuta, il 23 agosto scorso, per soffocamento dopo aver ingerito un pezzo di banana mentre era ricoverata nel reparto di psichiatria dell'ospedale di Scorrano. Il magistrato titolare del procedimento, il sostituto procuratore della Repubblica di Lecce Roberta Licci, ha aperto un fascicolo per omicidio colposo.

Si tratta del medico in turno nel pomeriggio insieme a due infermieri, anche loro di turno nel reparto e dell'anestesista rianimatore intervenuto in un secondo momento. I loro nomi compaiono sull'atto con cui il magistrato ha conferito questa mattina l'incarico per l'autopsia al medico legale Alberto Tortorella, che effettuerà l'esame domani mattina.

La donna, affetta da problemi psichici, approfittando di un momento di disattenzione degli infermieri del reparto, secondo quanto ipotizzato dagli investigatori, si sarebbe impossessata di una banana che un altro paziente aveva lasciato sul comodino, ingoiandola quasi per intero, causando così l'ostruzione del tratto esofageo. Poco dopo avrebbe abbandonato la propria stanza e sarebbe uscita nel corridoio crollando per terra. Un decesso sul quale i carabinieri hanno proceduto d'ufficio anche in assenza di una denuncia da parte dei familiari.

Sarà l’esame autoptico, congiuntamente all’analisi delle cartelle cliniche della paziente, a sciogliere i dubbi sulla morte della 53enne e a stabilire cause e modalità che hanno portato al decesso. L’iscrizione nel registro degli indagati è comunque un atto dovuto in presenza di un accertamento irripetibile come l’autopsia. L’indagine, inoltre deve accertare che la morte della donna non si a dovuta a negligenze o eventuali imperizie e colpe del personale medico.

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