Mutui, linee di credito e prestiti a tassi usurari, in otto rischiano processo

Avviso di conclusione delle indagini preliminari per otto impiegati di banca che avrebbero applicato tassi oltre la soglia legale nei confronti di una società

LECCE – Mutui, prestiti e conti anticipi erogati con tassi usurari. E’ questa l’ipotesi scaturita al termine di una lunga, complessa e articolata attività d’indagine condotta dagli uomini della sezione di polizia giudiziaria della guardia di finanza di Lecce, guidati dal colonnello Francesco Mazzotta. Sono otto gli avvisi della conclusione delle indagini preliminari emessi dal sostituto procuratore della Repubblica di Lecce Valeria Farina Valaori. I fatti contestati sarebbero avvenuti tra il 2004 e il 2015. 

Chi sono gli indagati

Si tratta di Giuseppe Angelo Reho, 60enne di Racale; Alberto Cimbasso, 54enne di Gallipoli; Letizia Terracciano, 48enne leccese originaria della provincia di Napoli; Francesco Brandi, 61enne di Brindisi; Roberto Maglio, 66enne di Galatone; Gianluca Capodiferro, 41enne di Taranto; Marcello Durante, 63enne di Leverano; e Lucia Onori, 45 anni, originaria di Fano ma residente a Bologna. Per tutti il reato contestato è di usura aggravata. In alcuni casi per aver agito nell’esercizio di un’attività bancaria, per aver chiesto in garanzia fideiussioni, in danno di persona che si trovava in stato di bisogno, e in danno di persona che svolgeva attività imprenditoriale, professionale o artigianale.

I rispettivi ruoli nella vicenda

A Reho, in particolare, ex impiegato della Banca popolare pugliese di Parabita (all’epoca dei fatti), gli inquirenti contestano di aver erogato a una società di Gallipoli un mutuo ipotecario di 183mila euro per 120 mesi con un tasso di mora del 7,54 per cento anziché quello legale del 6,36; e un altro mutuo di 120mila euro per 120 mesi con un tasso del 7,61 per cento anziché 5,79. Inoltre due conto anticipi e linee di credito con un tasso nominale annuo tra il 9,48 e il 14,87 per cento e il 6,69 e il 10 per cento, oltre la soglia legale.

A Cimbasso e Terracciano (all’epoca dei fatti dipendenti della Banca Apulia di Gallipoli) è contestata l’apertura di una linea di credito e un conto anticipi, alla stessa società, con tassi superiori alla soglia legale. A Maglio, Brandi, Capodiferro e Durante (rappresentanti all’epoca dei fatti della banca Monte dei Paschi di Siena), l’usura è contestata in relazione a un conto corrente ordinario e un conto anticipi con tasso nominale annuo superiore alla soglia legale. A Onori, all’epoca dei fatti responsabile della piattaforma web della Findomestic Banca, di aver erogato alla stessa società un finanziamento di 44mila euro con un Taeg del 13,56, superiore a quello legale. Gli indagati hanno venti giorni per presentare memorie, chiedere di essere sentiti e acquisire gli atti d’indagine. Inizilamente è stato nominato come difensore d'ufficio l'avvocato Roberto Gubello.

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Una nuova frontiera investigativa

Quella condotta dal colonnello Mazzotta (per molti anni ai vertici della Dia Leccese e a capo di lunghe e complesse indagini economico-patrimoniali che hanno portato alla confisca di beni per milioni di euro) è un’inchiesta che traccia una nuova frontiera a livello nazionale nel complesso meccanismo del sistema bancario, dove il confine tra il tasso legale e quello usurario è spesso sottile. Acquisizioni, ascolti, analisi di documenti, indagini patrimoniali e verifiche su conti e linee di credito alla base di un’inchiesta destinata a fare scuola.

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