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Martedì, 25 Gennaio 2022
Cronaca Nardò / Via Duomo

Ladro in mascherina ruba calici e pissidi nella cattedrale di Nardò

Il furto poco prima dell'alba nel cuore del centro storico. Il malvivente è stato agevolato dai ponteggi installati per le ristrutturazioni della facciata. Il parroco ha subito chiamato i carabinieri

NARDO’ – Tre calici, due pissidi e le chiavi del tabernacolo. Per quanto è stato inventariato al momento, dovrebbe essere questo il bottino racimolato da un furfante solitario che, poco prima dell’alba, è riuscito a penetrare nell’antica basilica cattedrale di Santa Maria Assunta, nel cuore del centro storico di Nardò.

L’episodio è stato scoperto questa mattina dal parroco, don Giuliano Santantonio, il quale ha subito preso contatto con i carabinieri della stazione locale, arrivati sul posto per avviare le indagini. A partire dalla visione delle videocamere di sorveglianza, da cui si sono potuti evincere orario preciso dell’intrusione e altri dettagli attraverso i quali si spera di poter identificare il malvivente.

L’uomo, che ha agito con il volto coperto da una comune mascherina anti-Covid, ha fatto irruzione intorno alle 5,30 del mattino, entrando nello storico edificio di culto al centro di via Duomo senza essere notato da nessuno, anche perché fortemente agevolato dai grandi ponteggi montati dalle ditte che in questi giorni si stanno occupando dei lavori di ristrutturazione di due facciate, quella della basilica stessa e dell’attiguo museo diocesano. Insomma, il cantiere ha fornito riparo per agire indisturbato.

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In questo modo, il misterioso uomo è riuscito a entrare in sacrestia, per poi arraffare quegli oggetti che devono essergli parsi di un certo valore e nel contempo più maneggevoli, fra cui, appunto, i calici e le pissidi, che contengono le ostie consacrate. Queste ultime, però, non sono state portate vie, né sembra che siano spariti altri oggetti, tranne la già citata chiave del tabernacolo.

Il valore totale di quanto sottratto, sotto il profilo economico, non dovrebbe essere particolarmente ingente, non superando i 4mila euro. È chiaro che lo sconcerto riguarda soprattutto la violazione di spazi e oggetti sacri. Ai militari della stazione locale, ora, il compito di risalire all’autore del furto.   

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