Giovedì, 13 Maggio 2021
Cronaca

Narracci al Riesame: “Il processo fu regolare. Nessun aiuto dal pm”

La difesa ha prodotto documenti che scagionerebbero il dirigente generale della Asl, accusato di aver goduto dell’aiuto del pm Arnesano. Discussa anche l’istanza del primario Rollo

Foto di archivio.

LECCE - Nessun sostegno dal pubblico ministero Emilio Arnesano nel  processo che lo vedeva imputato per peculato e abuso d’ufficio terminato, nel febbraio 2017, con la sua assoluzione. Si è difeso così davanti al tribunale del Riesame di Potenza,  il dirigente generale della Asl di Lecce Ottavio Narracci, ai domiciliari nell’ambito dell’inchiesta su scambi di favori illeciti con il magistrato. Per l’accusa, il pm avrebbe condotto l’istruttoria in modo da agevolarlo, per esempio non producendo la documentazione acquisita durante le indagini, così da sdebitarsi con l’amico Carlo Siciliano, direttore del dipartimento di medicina del lavoro e igiene ambientale, che nel 2014 gli aveva venduto uno yacht a un prezzo di favore.

Oggi, però, i difensori  di Narracci (gli avvocati Ubaldo Macrì e Giangregorio De Pascalis) hanno prodotto documenti che scagionerebbero il dirigente. In particolare, un certificato che dimostra come fu proprio il presidente del collegio a chiedere l’acquisizione di atti rimasti presso la Guardia di Finanza, e non inseriti nel fascicolo.  Questo spiegherebbe la ragione per cui non furono prodotti  prima, nel processo. Non solo. Secondo la difesa, non è vero che fu ascoltato un teste di polizia giudiziaria meno qualificato di un altro, ma proprio quello indicato nella stessa notizia di reato.

Dopo Narracci, è stata la volta del primario di ortopedia Giuseppe Rollo, anche lui ai domiciliari con l’accusa di aver avuto “l’appoggio” dello stesso pm in un procedimento per colpa medica che lo riguardava. Un’accusa respinta categoricamente davanti ai giudici. I contatti telefonici col magistrato sono successivi (erano trascorsi dieci mesi) all’archiviazione: è stato questo uno dei punti cruciali della tesi difensiva sostenuta dagli avvocati Donato Vergine e Marcello Pennetta. Ora non resta che attendere la decisione dei giudici, se accogliere o meno l’istanza di revoca della misura e restituire la libertà ai dirigenti. Si discuteranno invece il 27 dicembre, davanti al tribunale della Libertà, le richieste di altri due indagati: il pm Arnesano (con l’avvocato Luigi Covella), e il primario di Neurologia presso il “Vito Fazzi”, Giorgio Trianni (con gli avvocati Stefano Chiriatti e Luigi Suez).

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