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Giovedì, 19 Maggio 2022
Cronaca

Odissea per la Tac: acquisiti i documenti della paziente oncologica

Muove i primi passi l'ispezione voluta dal ministero della Salute dopo il caso della donna che ha ottenuto un esame al "Vito Fazzi" per la fine del 2017

LECCE – Mentre i carabinieri del nucleo anti sofisticazioni acquisiscono la documentazione sanitaria relativa al caso denunciato da una paziente oncologica che avrebbe ottenuto una Tac per l’ottobre del 2017, il Codacons segnala l’ennesima sentenza che stabilisce il diritto intangibile a rimborso nel caso in cui si renda necessario, per questioni di urgenza e di gravità della patologia, sottoporsi ad un esame presso una struttura privata.

Questo tipo di contenzioso è oramai consolidato e comporta sempre due gradi di giudizio perché la Regione Puglia presenta sistematicamente appello. Il tema della tempestività della risposta diagnostica alle esigenze dei malati non ha mai smesso di essere attuale, ma nelle ultime settimane è stato continuamente presente nel dibattito proprio in ragione della denuncia della donna alla quale però la Asl ha opposto una versione dei fatti differente: la prima disponibilità per l’esame presso una struttura pubblica avrebbe rispettato gli standard, ma la paziente avrebbe opposto un rifiuto, volendo sottoporsi alla Tac soltanto presso il “Vito Fazzi” di Lecce.

Sulla questione, il direttore del Dipartimento di Prevenzione e Salute della Regione, Giovanni Gorgoni, ha inviato una relazione al ministero che ha deciso di attivare delle verifiche per capire se ci siano state gravi inadempienze da parte del sistema sanitario. E’ stata dunque costituita un’equipe di esperti e solo al termine della valutazione di tutti i documenti si deciderà se effettuare un sopralluogo a Lecce.

"Meglio tardi che mai", commenta oggi Rocco Palese, vicepresidente della Commissione bilancio della Camera. "Sono anni che chiediamo al ministero della Sanità di avviare accertamenti sulla sanità pugliese, sia per la verifica dei livelli essenziali di assistenza, sia per liste d'attesa chilometriche, specie alla luce del fatto che i cittadini negli ultimi dieci anni hanno pagato tasse regionali aggiuntive per oltre 2 miliardi di euro". E sul caso specifico della Tac, aggiunge: "Posto che da anni denunciamo liste d'attesa sempre più chilometriche a fronte di promesse della sinistra regionale di abbatterle ed azzerarle, chiediamo al ministro Lorenzin, che l'ispezione non si limiti solo alle strutture sanitarie interessate al caso di questa paziente, ma si estenda a tutta la Asl di Lecce e a tutta la Puglia".

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