Cronaca

Nasce prematura e muore dopo 20 giorni per infezione: via all’inchiesta

I genitori chiedono alla Procura di Lecce di fare chiarezza sulla drammatica vicenda avvenuta lo scorso agosto nell’ospedale di Tricase. Aperto un fascicolo per omicidio colposo a carico di ignoti

LECCE - Li chiamano Guerrieri. Sono i bambini prematuri che combattono per la vita. Non tutti però ce la fanno. Margherita (nome di fantasia) non ce l’ha fatta. Nata il 2 agosto alla 30esima settimana in seguito a un parto cesareo resosi necessario a causa di alcune complicazioni, con un peso di 1140 grammi per 37 centimetri di lunghezza, non ha vinto la sua battaglia per un’infezione, la “Serratia Marcescens”.

Ma per i genitori a determinare il drammatico epilogo, 24 giorni dopo la nascita, sono state negligenze mediche e per questo hanno sporto denuncia presso la Procura di Lecce, pretendendo chiarezza e giustizia. Nell’atto, presentato attraverso l’avvocato Walter Gravante, c’è la ricostruzione dettagliata della vicenda, dal momento del ricovero della giovane mamma nell’ospedale di Tricase a quello della nascita della neonata e al suo decesso.

In particolare, l’8 agosto, alla piccola viene sostituito il catetere ombelicale con quello venoso, che tuttavia non funziona, ragione per la quale i medici ci riprovano nel pomeriggio; la sera, la coppia sostiene di aver trovato la figlia sporca di disinfettante e, alla richiesta di spiegazioni, si sarebbe sentita rispondere che erano stati eseguiti diversi tentativi per I'alimentazione; nei giorni successivi, le cose sembrano andare nel verso giusto, tanto che la neonata aumenta di peso (arriva a 1400 grammi) per poi precipitare improvvisamente.

Nel pomeriggio del 18 agosto, l’amara scoperta: Margherita prende ossigeno attraverso il macchinario "cnap", perché, stando a quanto avrebbero spiegato i medici, ha la febbre dovuta a una infezione, probabilmente causata dal catetere venoso. Alla fine, sarebbe stata individuata nella “Serratia Marcescens” la causa del peggioramento, ma nessuno sforzo per combatterla si sarebbe rivelato utile.

L’infezione poteva essere evitata? Sono state rispettate tutte le norme igieniche del caso? Sono queste le domande alle quali dovrà rispondere l’inchiesta (in cui è ipotizzato il reato di omicidio colposo, al momento a carico di ignoti), di cui è titolare il sostituto procuratore Donatina Buffelli.

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