Nasce "Spazio bimbo", la prima sala per mamme nel Palazzo di Giustizia

E' stata aperta oggi la saletta dedicata alle donne del tribunale di viale de Pietro: uno spazio dove potranno finalmente prendersi cura dei figli. Il progetto è stato realizzato grazie all'Ordine degli avvocati e della Corte d'Appello di Lecce

LECCE - “Spazio bimbo”, la prima sala per mamme che trova la luce nel tribunale di viale de Pietro. E' stata aperta questa mattina dai presidenti dell'Ordine degli avvocati Roberta Altavilla, della Corte d'Appello Roberto Tanisi e del Cpo (Comitato pari opportunità) presso l'Ordine Ornella Rotino.

Si tratta di uno spazio confortevole a misura di bambino, con pareti colorate e giochi; un’area d’amore in un luogo di sofferenza, pensata per venire incontro alle esigenze di tante donne, tra avvocatesse, magistrati, testimoni, parenti di imputati, che frequentano il Palazzo di giustizia e alle quali finora non era stato riconosciuto uno spazio adeguato per poter allattare i propri bambini e neppure potersi prendere cura della loro igiene personale. Nessun locale dell’edificio, fino ad ora, era infatti attrezzato di un fasciatoio.

L’Ordine degli avvocati di Lecce e il Cpo sono riusciti a ottenere dalla Corte d’Appello di Lecce la possibilità di sfruttare la saletta situata al piano rialzato del Tribunale, nel corridoio centrale che porta alle sale di attesa dei testimoni. Il progetto è stato realizzato grazie al supporto della dirigente presso la Corte Alessandra Scrimitore che ha creduto sin da subito nell’iniziativa e al contributo dei detenuti del carcere di “Borgo San Nicola” che hanno pitturato gli interni del locale.

Al momento di apertura della sala - che sarà presto intitolata a un’avvocata e a una magistrata mamme - erano presenti oltre ai presidenti Altavilla, Tanisi e Rotino, i componenti del Cpo Marcello Maria Rizzo (vice presidente), Maria Grazia Zecca (segretaria), Antonella Pappadà e Simona Bortone, e il consigliere segretario Vincenzo Caprioli.

Il Comitato pari opportunità, per superare le discriminazioni

Il Cpo (Comitato pari opportunità) presso l’Ordine degli avvocati di Lecce si è insediato prima della entrata in vigore della legge 247/2012. Il primo CPO previsto dalla 247 è stato eletto a fine aprile 2015 sotto la presidenza di Raffaele Fatano.

Il suo obiettivo non è solo di garantire il welfare al femminile, ma di fornire impulso per l’attuazione dei principi di parità e di esclusione di ogni forma di discriminazione, per la realizzazione di situazioni di uguale dignità di prospettive nell’ambito professionale. Uno dei primi strumenti di cui si è dotato il Comitato sono stati i protocolli di udienza a tutela della maternità e della genitorialità, realizzati per consentire ai neo genitori di gestire la loro attività professionale in relazione allo svolgimento delle udienze secondo le esigenze e le necessità familiari.

“Col rispetto dei principi di libertà, autonomia e competenza, presupposti indispensabili dell’effettiva difesa e tutela dei diritti, il Comitato si impegna a garantire le pari opportunità di genere, dei giovani, anziani, fasce deboli, condannando ogni forma di discriminazione, violenza e disparità esistente. Il diritto alla giustizia e all’accesso ad essa non può essere in nessuna misura negoziabile perché rappresenta un diritto universale e, come tale, deve continuare ad essere garantito”, ha dichiarato la presidente del Cpo Ornella Rotino.

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