Domenica, 13 Giugno 2021
Cronaca

Nave alla deriva con 800 migranti, restano in carcere i quattro presunti scafisti

Il gip Alcide Maritati ha convalidato l’arresto per un 36enne, ritenuto il comandante della “Blu Sky M”, e tre uomini che potrebbero rappresentare i membri dell’equipaggio. L’accusa formulata dal pm Antonio Negro, titolare del procedimento, è di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina

LECCE – Restano in carcere le quattro persone arrestate nei giorni scorsi da un pool di forze dell’ordine (composto da guardia costiera, polizia, carabinieri e guardia di finanza) perché ritenuti i presunti scafisti della nave Blue Sy M, approdata alle 3.15 del 31 dicembre nel porto di Gallipoli dopo aver lanciato, a largo di Corfù, un sos per la presenza di uomini armati a bordo. I quattro sono astati arrestati al termine di 48 ore di lavoro, incessante e complesso, da parte di un gruppo di investigatori. Il gip Alcide Maritati ha convalidato l’arresto per un 36enne, ritenuto il comandante della “Blu Sky M”, e tre uomini che potrebbero rappresentare i membri dell’equipaggio: un 46enne, un 35enne e un 30enne. Tutti sono siriani. L’accusa formulata dal sostituto procuratore Antonio Negro, titolare del procedimento, è di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, per aver condotto dalla Turchia fino alle coste pugliesi il cargo battente bandiera moldava che, ufficialmente, avrebbe dovuto dirigersi verso la Croazia. La nave è sottoposta a sequestro giudiziario.

A bordo della nave, stipati come animali, 768 migranti, che hanno raggiunto il Salento dopo un viaggio estenuante, durato dieci giorni. Il cargo è stato abbandonato dagli scafisti con il motore bloccato a velocità di 6 nodi, con la prua dritta verso la costa salentina. Solo l’intervento coraggioso e tempestivo degli uomini della guardia costiera ha evitato la tragedia e la collisione e il naufragio in un tratto di costa tra Tricase e Novaglie. Ogni migrante avrebbe pagato, per questo ennesimo viaggio della speranza, una cifra vicina ai seimila dollari. Era dai tempi delle grandi migrazioni albanesi che sulle coste pugliesi non si vedeva un numero così alto di migranti, segno che i conflitti e le grandi ondate migratorie del vicino Oriente potrebbero presto portare una nuova emergenza umanitaria nel parte più a Levante d’Italia.

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