Cronaca Ugento

Nave incagliata, i sub ancora bloccati dal maltempo

Ugento: il comandante Salerno ribadisce: "Nessun pericolo ambientale". Il cargo turco appena possibile sarà rimorchiato nel porto di Taranto. Aperta l'inchiesta in Procura. In arrivo società olandese

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"Ribadisco, nessun pericolo ambientale. I riscontri visivi e olfattivi delle nostre unità navali non hanno riscontrato nessuna perdita di materiale inquinate". Il comandate della Capitaneria di porto di Gallipoli, Giacomo Salerno, torna a tranquillizzare e a ribadire quanto già appurato al termine delle prime operazioni di soccorso e messa in sicurezza della giornata di ieri e del tavolo tecnico che si è svolto proprio nelle sale del comando della Guardia costiera. Toni rassicuranti e almeno per il momento sembra scongiurato ogni pericolo di inquinamento dell'ecosistema marino nelle acque del Sud Salento. La vicenda è quella relativa alle operazioni di soccorso del mercantile turco "Marti Pride" che intorno alle 4,30 di ieri mattina si è incagliato con il suo carico di 150 container nelle secche del litorale di Ugento. Sino alla tarda mattinata di oggi si può parlare di una situazione di stallo ma comunque sotto controllo, atteso che le operazioni di soccorso sono ovviamente rese difficoltose dalle pessime condizioni meteomarine che stanno interessando il versante ionico.

Non tanto la pioggia caduta in abbondanza per tutta la notte e la mattinata di oggi, quanto il vento di libeccio e il mare forza 5 fino a poche ora addietro, hanno bloccato non poco l'azione di monitoraggio del nucleo sommozzatori dei Vigili del Fuoco di Brindisi che comunque, nonostante la forte corrente, erano riusciti in queste ore a verificare l'integrità di un lato della nave turca escludendo qualsiasi tipo di sversamento in mare e quindi di possibile inquinamento dei fondali. Il peggioramento delle condizioni meteo ha costretto gli stessi sub ad interrompere almeno per ora le operazioni di ulteriore controllo della chiglia (dove l'apertura di una falla lascia ancora qualche dubbio), mentre sul posto è rimasto a debita distanza di sicurezza, solo il rimorchiatore fatto giungere appositamente da Taranto e che è giunto in zona solo nella tarda serata di ieri. Il mercantile si è incagliato nelle secche del litorale ugentino e precisamente nello specchio di mare compreso tra Tore Mozza e Lido Marini, ad una distanza di oltre un miglio mezzo dalla costa e su un fondale di circa 5 metri, ma fortunatamente è rimasto in posizione stabile a differenza del cargo turco inabissato nello stesso tratto di litorale lo scorso anno.

Sono tutti in buone condizioni anche gli undici componenti dell'equipaggio compreso il coman-dante rimasti a bordo della nave e in contatto continuo con la sala operativa della Guardia costiera che già alle prime luci dell'alba di ieri aveva ricevuto il segnale di soccorso lanciato dagli stessi componenti presenti a bordo. E nelle ultime ore (ma come prassi vuole affinché le autorità competenti possano intervenire a bordo del mercantile) la Procura di Lecce ha aperto un'inchiesta per accertare le cause dell'incagliamento iscrivendo sul registro degli indagati il comandate turco. Da ricordare che la "Marti Pride" ( un cargo di 92 metri di lunghezza e una stazza di 2.700 tonnellate) era in navigazione dopo la partenza dal porto di Taranto verso l'Albania e precisamente verso il porto di Durazzo. Il mercantile trasporta 150 container, dei quali solo 8 carichi e in particolare cinque con prodotti chimici ritenuti pericolosi, ma al tempo stesso non altamente inquinanti in quanto idrosolubili. L'obiettivo, appena le condizioni del tempo lo permetteranno, è quello di tentare un alleggerimento del carico per poi procedere al rimorchio della nave, una volta disincagliata, verso il porto di Taranto. E per questo si parla anche dell'intervento nelle prossime ore di una società olandese specializzata proprio nelle operazioni di recupero dei mercantili in difficoltà, incaricata su disposizione dall'armatore turco.

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