Cronaca

Né botte, né estorsioni. Mancano prove e il Riesame “assolve” Borrega

Torna in libertà il 36enne gallipolino che secondo l'accusa avrebbe minacciato ed estorto denaro ai danni di un commerciante per un affare riguardante la permuta di un'auto. Per il giudice "mancano gli indizi di colpevolezza"

 

GALLIPOLI - Cadono i gravi indizi di colpevolezza e per il 36enne gallipolino, Nicola Borrega, è tempo di tornare in libertà. Lo ha disposto il Tribunale del riesame di Lecce, presieduto dal giudice Silvio Maria Piccinno, che ha, nei fatti, annullato l'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa nei giorni scorsi dal gip del tribunale di Lecce, Giovanni Gallo, su richiesta del sostituto procuratore Francesca Miglietta. Secondo le indagini avviate nel gennaio scorso dai carabinieri della locale compagnia e le accuse formulate, il 36enne gallipolino avrebbe minacciato, usato violenza, estorto denaro e tentato di fare altrettanto in altre occasioni, ai danni di un commerciante. Il tutto, dopo un affare riguardante la permuta delle rispettive auto. Nulla di tutto questo è stato invece ravvisato dal giudice del Riesame che si è espresso sull’istanza presentata dal legale di Borrega, l’avvocato Pompeo Demitri.

Già il 21 aprile scorso lo stesso giudice delle indagini preliminari, Giovanni Gallo, aveva sostituito la custodia in carcere (disposta due giorni prima) con gli arresti domiciliari, dopo l'interrogatorio di garanzia reso da Borrega. Ieri mattina invece si è tenuta l'udienza davanti al Tribunale del riesame penale di Lecce che oggi ha provveduto, annullando quell'ordinanza, perchè “mancano gli indizi di colpevolezza”.

 “Niente botte, né estorsioni, né minacce da parte del mio assistito, tantomeno spalleggiato da due stranieri di origine asiatica, in danno di un commerciante di Gallipoli” evidenzia il legale Demitri. Che chiarisce: “Abbiamo prospettato al Tribunale, il lavoro di investigazioni difensive nel frattempo svolto, abbiamo dimostrato che i fatti denunciati non sono mai accaduti. Abbiamo dimostrato che il commerciante è persona tutt'altro che credibile e che ha risentimenti personali verso il  Borrega, che ha due precedenti penali per porto d'armi, che è “buttafuori” per mestiere, ha un processo in corso per aver letteralmente massacrato di botte due giovani forestieri fuori da una discoteca di Gallipoli”.

“Insomma” conclude l’avvocato Demitri, “tutt'altro che la pecorella inerme tratteggiata inizialmente, anche se si consideri che è persona giovane, di circa 30 anni, che pratica culturismo a livelli competitivi, alto oltre 1,8 per circa 100 chili di peso. Difficile credere al racconto che possa avere subìto botte, estorsioni, minacce. Un racconto che dunque ha retto per poco tempo, ma che ha causato seri danni alla vita ed all'immagine del malcapitato signor Borrega, restituito in libertà dal lavoro difensivo e dall'approfondimento giudiziario”.

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