Cronaca

Nel furgone 330 chili di “maria” giunti dai Balcani: in manette il corriere

Un 49enne romano inseguito e arrestato dai finanzieri salentini. Nel mezzo preso a noleggio, droga appena sbarcata per 500mila euro

Gli involucri della sostanza sequestrata

LECCE – Alla guida di un furgone con 330 chilogrammi di marijuana, giunta al massimo 48 ore prima dai Balcani, in giro sulla statale con assoluta nonchalance. E’ stato fermato e perquisito il camionista diretto a Lecce, residente a Roma, inseguito la scorsa notte dai finanzieri salentini del Nucleo di polizia tributaria.  L’uomo, Luciano Grassi,  49enne, è finito in manette.  L’indagine lampo è stata condotta dai finanzieri specializzati del Goa, il Gruppo operativo antidroga, a partire dalle 23,30. Durante un  pattugliamento della strada che collega i principali capoluoghi di Puglia, hanno notato un furgone sospetto, all’altezza di Serranova, la frazione di Carovigno, nel Brindisino.

Il conducente ha accelerato, insospettendo ancora di più i militari delle fiamme gialle. Questi ultimi, a distanza, hanno pedinato l’uomo e monitorato le prime informazioni tramite il numero di targa. Il mezzo è risultato intestato a una società di autonoleggio con sede a Roma. Viste le anomalie, i finanzieri hanno richiesto l’intervento di un’altra pattuglia di supporto e raggiunto il furgone che era ormai diretto a nord, verso Bari. Inseguito per un tratto, l’uomo è stato invitato a fermarsi sulla prima piazzola di sosta utile ed è scattata la perquisizione. All’interno del vano i militari hanno trovato,  nascosti da un telo di colore azzurro, 15 voluminosi involucri di marijuana dal peso complessivo di 330 chilogrammi, confezionati con nastro adesivo e cellophane, secondo modalità tipicamente usate dai trafficanti albanesi per proteggere lo stupefacente dall’acqua durante la traversata dell’Adriatico.  GRASSI L.-2

La sostanza stupefacente, il cui valore sul mercato si aggira intorno ai 500mila euro, è stata posta sotto sequestro assieme al camioncino utilizzato per il trasporto e a tre telefoni cellulari rinvenuti a seguito all’ispezione del furgone. Il corriere è finito in manette su disposizione del pm di turno, e accompagnato presso il carcere di Brindisi. I militari, coordinati dal colonnello Nicola De Santis, proseguiranno con l'attività investigativa per localizzare il magazzino in cui era stipata la dorga. Di certo, infatti, c'è che lo stupefacente era giunto da poche ore sulle coste del Salento. Ora si indaga per risalire non soltanto al luogo, ma anche ai gestori di quel deposito, e alla rete di narcotrafficanti che hanno trasportato la droga via mare. Tramite i telefoni sottratti al corriere della droga, gli uomini delle fiamme gialle cercheranno di ricostruire gli ultimi contatti avuti prima del viaggio nel Salento.

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