Nella casa adiacente un arsenale e sei etti di eroina, 40enne condannato a 8 anni

Otto anni di reclusione, è questa la condanna inflitta, dal gup Antonia Martalò, nel giudizio con rito abbreviato, a Gianluca Spiri, un 40enne, accusato dei reati di detenzione ai fini di spaccio di droga e detenzione illegale di armi e munizioni. Spiri era stato arrestato a febbraio dopo una perquisizione eseguita nella casa confinante alla sua, a Torre Suda

LECCE – Otto anni di reclusione, è questa la condanna inflitta, dal gup Antonia Martalò, nel giudizio con rito abbreviato, a Gianluca Spiri, un 40enne, accusato dei reati di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente e detenzione illegale di armi e munizioni. Spiri era stato arrestato a febbraio dopo una perquisizione eseguita nella casa confinante alla sua, a Torre Suda, la marina di Racale. All’interno, i carabinieri della stazione locale, assieme ai colleghi del Nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Casarano, trovarono oltre sei etti di eroina, fucili, 120 proiettili e pistole. Il 40enne ha sempre negato che le armi e droga sequestrate fossero riconducibili a lui, anche perché l’abitazione in cui fu eseguito il sequestro era nella disponibilità di numerose altre persone. Gli inquirenti, però, hanno sempre ritenuto che il 40enne fosse “il custode” di quanto illecitamente nascosto in quel di Torre Suda.

Una teoria condivisa evidentemente dal gup, sulla cui pena hanno pesato i precedenti dell’imputato e le pene severe (molto più alte rispetto a marijuana e hashish) in materia di droghe come l’eroina (per cui la pena minima è di otto anni). L’accusa aveva chiesto una condanna a 8 anni e otto mesi. Spiri è assistito dagli avvocati Ladislao Massari e Gabriella Mastrolia.

Nel corso del blitz, all’interno del sottotetto dell’appartamento in disuso, i militari trovarono otto boccette di metadone, 33 grammi di mannite, utilizzata per il “taglio” della droga. Oltre a un kit per confezionare dosi di droga tra cui: un coltello ancora intriso di stupefacente e due forbici, due nastri da imballaggio e vari ritagli di buste. La perquisizione fu estesa anche nell’atrio retrostante l’abitazione. Nelle vicinanze, sotto una copertura in tegole, erano nascosti: un fucile monocanna calibro 11, con matricola abrasa; una bascula per doppietta calibro 12; una pistola scacciacani calibro 7,65 con matricola abrasa completa di caricatore e  cinque colpi; una pistola scacciacani starter calibro 8, un’altra di fabbricazione spagnola calibro 6,35 completa di caricatore e dodici colpi.

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Armi di cui non è mai stata stabilita l’eventuale provenienza e destinazione, interrogativi che rimangono irrisolti. Difficile immaginare che un soggetto come Spiri (pur ammettendo che fosse a conoscenza di quanto scoperto), con piccoli precedenti specifici, potesse custodire autonomamente un simile quantitativo di droga e armi. Inoltre, non è emerso come gli investigatori abbiano fatto direttamente riferimento al 40enne. 

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