Nessun abuso nelle concessioni al "Coco Jambo", assolti l'ex sindaco e il suo vice

Nessun illecito e nessun abuso nelle concessioni relative al locale “Coco Jambo”. Si è conclusa con un’assoluzione piena, perché il fatto non sussiste, la vicenda giudiziaria dell'ex sindaco di Nardò, Antonio Vaglio, e dell'ex vice sindaco, Salvatore De Vitis. I due erano finiti a giudizio con l’accusa di abuso d'ufficio

LECCE – Nessun illecito e nessun abuso nelle concessioni relative al locale “Coco Jambo”. Si è conclusa con un’assoluzione piena, perché il fatto non sussiste, la vicenda giudiziaria dell'ex sindaco di Nardò, Antonio Vaglio, e dell'ex vice sindaco, Salvatore De Vitis. I due erano finiti a giudizio con l’accusa di abuso d'ufficio per le autorizzazioni concesse al Coco Jambo, noto locale in località “Vacanze serene”, nelle vicinanze di Santa Caterina, marina di Nardò. Nell’ambito dello stesso procedimento l’ennesimo avviso di garanzia, per disturbo alla quiete e riposo delle persone, in concorso tra loro e con il vincolo della continuazione, era stato notificato ai titolari del locale, una coppia di coniugi di Galatone. Procedimenti poi archiviati.

I fatti contestati facevano riferimento all’estate del 2012 quando, durante una serata clou, proprio nel giorno di Ferragosto, furono imposti i sigilli alle apparecchiature sonore, salvo poi, alcuni giorni dopo, giungere il dissequestro perché si provò come il locale avesse ottenuto in precedenza le autorizzazioni. 

Erano stati diversi abitanti della zona, con una serie di esposti, a far scattare l’inchiesta, condotta dagli agenti di polizia del commissariato neretino. Gli affittuari e proprietari di residenze estive della zona, infatti, lamentarono in più occasioni l’impossibilità di riposare, per via della musica a volume alto, e nelle ore più disparate della giornata. Nell’inchiesta della Procura si evidenziava che, attraverso una serie di licenze, era stata favorita l'attività, procurando un ingiusto vantaggio proprio ai titolari.

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Ipotesi confutate dal collegio difensivo degli imputati, assistiti dagli avvocati Giuseppe e Michele Bonsegna, che hanno dimostrato l’assoluta correttezza dell’operato e dell’iter condotto dagli amministratori pubblici.

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