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Nessun deficit visivo, nuova visita e ok del Tar: finisce odissea di pompiere precario

Un 40enne leccese che dal 2002 tenta di entrare in pianta stabile nel corpo era stato scartato nel concorso del 2007 del ministero dell'Interno per un problema alla vista. Ma ha dimostrato con nuova documentazione e una seconda visita al "Celio" che è idoneo. Annullato il provvedimento

LECCE – A 40 anni ha coronato il sogno di una vita. E’ dal 2002 che un leccese tenta di entrare in pianta stabile nei vigili del fuoco. Nel 2007, però, dopo già tanto tempo trascorso fra attese, speranze e precariato, era stato fermato dalla commissione medica per un presunto deficit visivo.

Un problema che ritiene di non aver mai avuto, sapendo anche di poterlo dimostrare in modo concreto. E per questo ha deciso di ricorrere al Tar del Lazio, ritenendo la sua esclusione dal concorso per la stabilizzazione un’ingiustizia. Una vera odissea quella vissuta da un vigile del fuoco (ex) precario, ma che ora è stato assunto a tempo indeterminato.

Il contenzioso è nato, come detto, dalla sua esclusione nel corso della selezione bandita nel 2007 dal ministero degli Interni per la stabilizzazione dei cosiddetti discontinui, cioè i pompieri con contratto a tempo determinato che ambiscono ad entrare nell’organigramma a titolo definitivo. La commissione medica, infatti, ha rilevato un problema alla vista.

Tramite l’avvocato Alfredo Matranga, l'uomo ha così avanzato ricorso, fondandosi su una nuova documentazione medica, in grado di provare l’insussistenza della causa d’inidoneità. Del resto, che non avesse assolutamente quel deficit, sembrerebbe accertato anche da un'altra circostanza: dopo l’esclusione dal concorso, il 40enne è stato comunque e nuovamente assunto dal comando di Lecce per altri venti giorni. Ovviamente, con l’ennesimo contratto a termine.

A fare piena luce sul caso, la sezione Ibis del Tar Lazio, che prima di tutto ha sospeso il provvedimento di esclusione, ordinando alla commissione medica dell’ospedale militare “Celio” di Roma di procedere a un'altra visita, vista la nuova documentazione prodotta. Il 24 ottobre scorso, così, l’allora aspirante vigile del fuoco a tempo pieno, si è sottoposto al controllo medico nella Capitale. E anche qui è stata accertata la sua piena idoneità, non riscontrando alcun deficit visivo.

Sulla scorta di questo, con una sentenza pubblicata ieri, il Tar capitolino ha accolto il ricorso, prendendo atto dell’esito della visita medica e annullando il provvedimento del ministero dell’Interno, che è stato condannato, tra l’altro, alla refusione delle spese processuali.   

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