Mercoledì, 16 Giugno 2021
Cronaca

Nessun illecito e nessuna evasione, assoluzione piena per un'imprenditrice

E' stata assolta la rappresentante legale di una ditta di Leverano, operante nel settore della vendita all’ingrosso di fiori

LECCE – Si è chiusa con un’assoluzione piena, perché il fatto non sussiste, la vicenda giudiziaria della rappresentante legale di una ditta di Leverano, operante nel settore della vendita all’ingrosso di fiori, accusata di evasione fiscale. I militari delle fiamme gialle al termine di una verifica fiscale, avevano ipotizzato nei confronti della società, per l’anno d’imposta 2009, la mancata tassazione di ricavi per poco più di un milione e 800 mila euro, evadendo l’Iva per circa 117mila euro. Secondo le fiamme gialle nell’arco temporale ispezionato, il contribuente non aveva presentato la propria dichiarazione dei redditi.

Nel corso del giudizio il legale della donna, l’avvocato Alberto Paperi, ha prodotto documentazione fiscale recuperata con indagini difensive, che non era stata acquisita alla verifica fiscale dalla guardia di finanza. Sulla base di quanto depositato dalla difesa il Tribunale ha disposto una perizia contabile all'esito della quale è emersa l'insussistenza delle accuse. Il giudice monocratico Maria pia Verderosa ha quindi assolto la legale rappresentante della società dall'imputazione con formula piena.

Anche due amministratori di fatto della società, Lucio e Rocco Zecca, 48 e 40 anni, entrambi di Leverano, erano stati denunciati assieme alla donna alla Procura della Repubblica di Lecce per i reati relativi all’omessa presentazione delle dichiarazioni annuali ai fini delle imposte dirette e dell’Iva e per aver nascosto o distrutto i documenti contabili, ostacolando la ricostruzione dei redditi e del volume d’affari.

La loro posizione è stata però archiviata dal gip che ha accolto la richiesta del sostituto procuratore titolare del procedimento, Giovanni Gagliotta. Il pubblico ministero ha condiviso in pieno la tesi difensiva dell’avvocato Cosimo D’Agostino circa l’assoluta estraneità ai fatti contestati dell’amministratore. Nel corso delle indagini, infatti, non sono emerse prove a carico degli indagati e pertanto la loro condotta è stata assolutamente corretta.

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