Lunedì, 26 Luglio 2021
Cronaca

Nessun illecito nel concorso da direttore tecnico, archiviate le accuse nei confronti di un ingegnere

Si è conclusa con l’archiviazione per “assoluta infondatezza” della notizia di reato, l’inchiesta giudiziaria nei confronti dell’ingegnere Alessandro Trevisi, al centro di una querelle per il concorso pubblico svoltosi nell’ottobre del 2012 per l’assegnazione di un posto di direttore tecnico presso il Comune di Sannicola

LECCE – Si è conclusa con l’archiviazione per “assoluta infondatezza” della notizia di reato, l’inchiesta giudiziaria nei confronti dell’ingegnere Alessandro Trevisi, al centro di una querelle per il concorso pubblico svoltosi nell’ottobre del 2012 per l’assegnazione di un posto di direttore tecnico presso il Comune di Sannicola. In oltre un anno l’indagine coordinata da sostituto procuratore Antonio Negro, ha evidenziato l’assoluta estraneità dei fatti contestati da parte dell’indagato. In particolare le indagini hanno riguardato la commissione esaminatrice, l’ascolto di tutti i partecipanti al concorso, l’esame delle caselle di posta elettronica di Trevisi e dei suoi pc, e si sono basate su due consulenze.

A dare avvio alle indagini la denuncia di un altro candidato, Francesco Capurso, che si era recato dai carabinieri con l’attuale sindaco di Sannicola, Cosimo Piccione. Ai militari avevano esposto e presentato alcuni documenti che dicevano di aver sottratto all’indagato, e che riportavano la traccia e la risposta alla prova d’esame.

Le accuse nei confronti di Trevisi, assistito dall’avvocato Giuseppe Bonsegna, si sono rivelate infondate, tanto che il gip Annalisa De Bendictis ha accolto in pieno la richiesta di archiviazione formulata dal pubblico ministero. Le carte, infatti, “erano certamente diverse rispetto a quelle oggetto della prova di esame”.

Si chiude così una vicenda giudiziaria dai contorni spiacevoli, che aveva avuto grande risonanza sulle cronache locali. L’ingegnere Trevisi è, infatti, marito del comandante della polizia municipale di Sannicola, Maria Elena Marti. Circostanza che aveva scatenato un vero putiferio mediatico, attraverso interpellanze di parte della giunta comunale e lettere inviate al procuratore della Repubblica.

I due, dopo aver atteso fiducioso l’esito e il corso delle vicenda giudiziaria, valuteranno nelle apposite sedi ogni azione finalizzata a risarcire i danni subiti in questi mesi.

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